CAPITOLO 2

INTERNET E IL SETTORE BANCARIO. INTRODUZIONE AI SERVIZI BANCARI EVOLUTI

2.1 Evoluzione dei canali distributivi 
      2.1.1 La banca telefonica 
      2.1.2 La banca elettronica 
2.2 Fattori che spingono a una ridefinizione dei canali distributivi 
2.3 Virtual Banking : una definizione di banca virtuale 
2.4 Struttura e caratteristiche della banca virtuale 
      2.4.1 Tipologie di servizi per i canali virtuali 
      2.4.2 I costi della virtualità 
      2.4.3 Strategie e obiettivi del remote banking 
2.5 Accettazione del virtual banking da parte del cliente 
2.6 Le problematiche relative alla sicurezza 
      2.6.1 Le problematiche relative alla sicurezza 
      2.6.2 Gli aspetti della tecnologia e la sua evoluzione 

 

2.1 EVOLUZIONE DEI CANALI DISTRIBUTIVI

Ormai da qualche anno anche il mondo finanziario è caratterizzato da un processo di "snellimento" delle procedure e di "semplificazione" delle relazioni con la clientela. Un tale modus operandi ha portato col tempo a parlare, in modo  più o meno corretto ma sempre più insistente, di banca a distanza quale nuovo modello organizzativo. Di esso occorre innanzitutto dare una definizione , ma bisogna anche capirne l’evoluzione storica. Il termine remote banking, di matrice anglosassone, identifica nuove modalità di erogazione e di utilizzo dei servizi bancari. Con queste modalità di erogazione non esiste più la necessità di recarsi presso gli sportelli bancari, perché il rapporto tra banca e cliente avviene a distanza. Remote banking è un termine generico che include diverse modalità di fare "banca a distanza" tramite collegamento telematico. Innanzitutto i canali di remote banking appartengono a quei nuovi canali distributivi normalmente identificati con il termine di "canali elettronici", alternativi ai canali distributivi tradizionali.  Utilizzando tecnologie più o meno avanzate , come personal computer e apparecchiature telefoniche, oggi la clientela bancaria può eseguire molte operazioni di sportello dalla propria casa o dal proprio ufficio. I servizi bancari fruibili a distanza sono diversi e diversi sono i canali utilizzabili per erogarli. I servizi di electronic Banking sono un gruppo di attività diversificate per grado di sofisticazione tecnologica e funzioni eseguibili. All’interno dell’ electronic banking troviamo i canali cosiddetti automatizzati, come il Cash Dispenser, l’Automatic Teller Machine (ATM), il Self Service, il Point of Sale (POS).   La grande diffusione del servizio Bancomat  e del POS ne fanno due prodotti che sono già entrati nella fase di maturità dove le possibilità di conquistare nuova clientela non sono molto elevate. La diffusione delle carte Bancomat abilitate al pagamento POS è molto elevata fra i correntisti bancari e questo è un ostacolo oggettivo alla conquista di ulteriore clientela. Lo sviluppo e la popolarità di questi canali automatizzati, dipendono da diversi fattori: dal lato della domanda hanno influito sicuramente i limitati oneri di utilizzo e i vantaggi collegati alle specifiche modalità di fruizione dei servizi; dal lato dell’offerta, i vantaggi di costo connessi all’espletazione in forma automatica delle operazioni più comuni e ricorrenti (prelevamenti ,depositi e richiesta informazioni). (Fig. 2.1 e 2.2). Il remote banking è ,invece, la soluzione telematica di electronic banking con una  modalità di erogazione del servizio a elevato contenuto tecnologico, informatico, e delle telecomunicazioni ed è caratterizzato dal fatto che l’utilizzo del servizio avviene presso il domicilio dell’utente o comunque presso un luogo diverso dallo sportello bancario.

 Fig.1.1  Utilizzo degli ATM da parte degli intervistati appartenenti al segmento privato


Fonte: Emanuele Dainesi, Indagine Net banking, W.M.Tools  su www.wmtools.com/nb/  

 

Fig.1.2 Vantaggi derivanti dal possesso della tessera BANCOMAT

Fonte: Emanuele Dainesi, Indagine Net banking, W.M.Tools  su www.wmtools.com/nb/

Spesso questa tipologia distributiva viene identificata, in modo improprio, anche con altre espressioni quali Home Banking, Virtual Banking, Phone Banking, che invece sono modalità particolari per fare "banca a distanza". Il Remote Banking è un concetto di più ampia portata, che "comprende" tutte le modalità citate. L’Home Banking identifica solo l’insieme dei servizi fruibili dal domicilio del cliente con personal computer e modem, sia con collegamenti diretti con il proprio istituto sia utilizzando Internet. È bene che con Home Banking ci si riferisca solo ai servizi destinati alla clientela privata e non a quelli riservati alle imprese, per i quali sarebbe più appropriato utilizzare la locuzione Corporate Banking. Per banca virtuale si intende una banca che offre i propri servizi alla clientela senza la necessità di un rapporto umano diretto e di elementi fisici/materiali; anche se il termine Virtual Banking, o banca virtuale, spesso viene utilizzato per indicare lo stesso remote banking . Se il canale utilizzato per fare banca a distanza è il telefono si parla di phone banking, mentre se si utilizza la "grande rete" si parla di "banca in Internet" o di internet banking. La capacità di penetrazione  dei servizi home e phone banking è abbastanza diversa; se il phone banking ha una platea di utenza potenziale già oggi amplissima (legata alla diffusione del telefono), la diffusione dell'home banking ha un potenziale piuttosto limitato (solo il 26% della popolazione italiana è possessore di un PC). L'istituto di credito deve allora decidere se concentrarsi  su un servizio meno evoluto ma proponibile subito nella massima estensione o impegnare risorse per un servizio all'avanguardia e con una fascia di utilizzatori più ridotta ?   Il dilemma è notevole viste le risorse ragguardevoli che si debbono mettere in campo. La scelta tra il phone banking e l'home banking è difficile, anche se alcune previsioni per i prossimi anni fanno capire che il servizio via telefono sarà una soluzione di ripiego che verrà ben presto accantonata a favore della soluzione più evoluta. I tassi di crescita del settore dei providers in Italia fanno prevedere che in pochi anni la diffusione dei servizi via Internet possa diventare importante sia tra l'utenza commerciale sia tra quella privata.    L'istituto di credito che offre ora ad una utenza limitata con capacità di reddito elevate un buon servizio di home banking via Internet, avrà in futuro un vantaggio competitivo non indifferente nei confronti delle altre banche. La scelta di questo target risiede nelle caratteristiche della clientela, che, oltre a essere profittevole ha anche la capacità di sopportare i costi elevati dei nuovi servizi e le spese per eventuali apparecchiature, oltre ad essere tendenzialmente più innovatrice di altre categorie.  Oggi si impone un nuovo modo di fare ed essere banca ma si impone, soprattutto, una ridefinizione dei canali distributivi.Le soluzioni che si stanno sperimentando testimoniano, la consapevolezza di operare in un contesto sempre più competitivo e la volontà delle banche di incontrare i clienti che non si dichiarano soddisfatti del rapporto con la banca.  Alcune soluzioni che si stanno sperimentando in Italia sono:

1.      Banca tramite i promotori finanziari

La banca opera essenzialmente tramite i promotori finanziari, quindi senza la necessità di investire in agenzie tradizionali. Si possono offrire quasi tutti i servizi di una normale banca sfruttando le infrastrutture del sistema per evitare di penalizzare il cliente. Per il prelievo di contante e per i pagamenti viene offerta la tessera Bancomat e carte di credito, mentre per tutti gli altri tipi di pagamenti o movimenti di capitale verrà utilizzata la normale struttura interbancaria. I promotori invece curano la parte relativa agli impieghi, ai mutui o agli altri finanziamenti. Sicuramente questo tipo di organizzazione offre la possibilità di politiche aggressive sul piano dei costi per gli utenti, avendo strutture a basso costo.  In Italia sono presenti società che hanno intrapreso questo percorso e si propongono come banche, e che basano la propria attività solamente su una rete di promotori finanziari e su collegamenti telematici (Rasbank, Area Banca)[1]. I promotori finanziari rappresentano l’asse portante della struttura e si occupano di "procacciare" clienti e fornire loro una consulenza qualificata. Nel 90% dei casi è il promotore che promuove l’apertura del conto corrente (nel rimanente 10% dei casi è lo stesso cliente che si rivolge alla banca). Il contatto con il promotore consente al cliente di avere consigli anche sulle operazioni più difficili e su scelte qualificate. Una volta aperto il conto corrente, i clienti operano tramite il canale telefonico automatizzato, mentre i promotori si attivano solamente se il cliente lo richiede.  Queste banche, che trovano la propria ossatura nei promotori e che hanno scelto come canale distributivo un call center, solitamente offrono il 90% dei servizi di una banca tradizionale. Come per tutte le banche telefoniche non vengono effettuate attività legate alla materialità, come la possibilità di usufruire di cassette di sicurezza. 

2.  Il chiosco multimediale                                                                      .                                
Viene definito "chiosco" una struttura che viene installata all’interno di locali di proprietà della banca o di altri, che mira a fornire informazioni al pubblico e a raccogliere disposizioni, anche se non destinata a distribuire o accettare denaro, ma in grado di operare utilizzando informazioni archiviate localmente e in collegamento audio-video con personale situato in altre sedi. Normalmente dotata di una interfaccia di facile utilizzo e in grado di proporre anche documenti filmati.  Un chiosco multimediale è ancora troppo costoso per diventare un normale strumento di banca elettronica. Infatti, necessita di apparecchiature sofisticate (per consentire videoconferenze), ma ha il pregio di non limitare il mercato ai soli possessori di Pc e modem. Grazie alla progressiva diminuzione di prezzo delle tecnologie il chiosco avrà un sicuro sviluppo, consentendo una consulenza e un dialogo personalizzato a distanza, ma sempre in un luogo predisposto dalla banca[2]. Esso può rappresentare una soluzione per molti sportelli che altrimenti rischiano di essere eliminati a causa degli eccessivi oneri di gestione.

2.    Tv banking

Molti istituti[3], hanno scelto di affiancare agli altri canali innovativi il cosi detto Tv banking. Attualmente esistono tre modalità per effettuare servizi di tv banking: In alcuni casi il televisore può essere utilizzato immediatamente, basta avere la predisposizione per accedere ai servizi di Televideo o Mediavideo[4]. Questo risulterebbe essere un canale nuovo, che sfrutta tecnologie diverse e attualmente non disponibile per molte banche.  Per altre banche, sono necessarie apparecchiature più sofisticate, che vengono fornite dalla banca e che si installano sul televisore o al telefono. Parleremo allora di Web TV dove il televisore  fa da monitor per Internet; oppure di cable TV , realizzabile tramite ricevitore satellitare e una particolare smart card per la sicurezza , dove si accede al proprio conto tramite satellite[5]. Il tv banking è a uno stadio iniziale, i servizi sono esclusivamente informativi [6]e si riducono per ora alla semplice consultazione dei movimenti del conto corrente e del portafoglio titoli. Tuttavia, potrebbe diventare uno dei principali strumenti per operare con la propria banca,  soprattutto se funzioneranno i progetti di collegare i televisori a Internet per portare la finanza on line e il commercio elettronico in tutte le case.[7]  In questo caso, la web-TV, potrebbe espandersi rapidamente a causa del suo basso costo e dalla facilità di utilizzo, anche presso famiglie che non possiedono computer, ma semplicemente un televisore. Al phone banking e all’internet banking sono dedicati i successivi paragrafi poiché si ritiene che questi rappresentino le vie più facilmente percorribili per ridisegnare il modello distributivo del settore bancario.   

 

2.1.1 LA BANCA TELEFONICA

Per banca telefonica si intende quella banca che interagisce con i propri clienti attraverso l'utilizzo del telefono. Non sussistono difficoltà per il funzionamento  di ciò che avviene sul lato banca-cliente : il cliente che voglia entrare in contatto con la propria banca dovrà solamente digitare il numero telefonico corrispondente e sarà collegato al proprio istituto. Dal lato della banca la chiamata del cliente aziona una serie di risorse, umane e tecnologiche, definite call center[8], le quali collegate tra di loro in modo diretto permettono il compimento dell'attività bancaria. La risposta della banca alla chiamata del cliente può strutturarsi in diversi modi. Ciò che è necessario in un primo momento è smistare le chiamate in entrata al call center verso gli operatori disponibili . Tale compito è demandato ad una struttura denominata ACD: automatic call distributor[9]. L'ACD cerca l'operatore disponibile e collega il cliente ; nel caso in cui tutti gli operatori siano momentaneamente occupati, l' ACD ne dà notizia al cliente il quale viene messo in attesa. La chiamata deve essere poi inoltrata verso il centro competente incaricato di risolvere le esigenze del   cliente. Per la gestione del rapporto con il cliente si può prevedere sia l'impiego di operatori 'umani' che l'utilizzo di risponditori automatici, nonché una combinazione di entrambi. In ogni caso il centro competente per poter svolgere le disposizioni del cliente necessita della  sua identificazione, che avviene  con l’inserimento di uno o più codici personali; che può avvenire a voce o digitando sulla tastiera del telefono i numeri relativi al codice richiesto.[10] L’interazione tra cliente e operatore si realizza come in una normale discussione. L'operatore, "non necessariamente in possesso di un elevato know-how in termini di prodotti/servizi bancari"[11] ha a sua disposizione un terminale sul quale compaiono le generalità del cliente e la sua situazione. Lo stesso terminale guida l'operatore allo svolgimento delle disposizioni richieste dal cliente. Inoltre esiste una seconda modalità di interazione banca - cliente ed è quella che si concretizza nell'utilizzo di risponditori automatici (VRU)[12] "Il VRU (Voice response unit) è un sistema di risposta vocale che indirizza il chiamante mediante selezione del menu, risponde alle sue domande, lo identifica mediante codice personale, memorizza e organizza i dati, accede a informazioni e le fornisce al cliente, lo chiama automaticamente per fornire messaggi ,tiene sotto controllo lo stato della telefonata, si interfaccia a un computer centrale , accede a basi dati locali o remote, trascrive i messaggi , raccoglie i dati forniti dal chiamante." In pratica è in grado di svolgere le stesse funzioni dell'operatore, con l'unica differenza che il cliente dovrà attenersi ad una certa "sintassi" esecutiva richiesta dal VRU, pur attivando egli stesso i percorsi che lo interessano. Le disposizioni che gli operatori o il VRU raccolgono dal cliente debbono essere a questo punto eseguite ; questa esecuzione è svolta da uno o più computers i quali, comunicando con un database centrale, hanno a disposizione tutte le informazioni necessarie per operare.   Una volta eseguita l'operazione richiesta dal cliente, il call center la registra sulla memoria del database centrale, ne dà notizia al cliente , dopodiché il contatto si estingue. La struttura ed il funzionamento di una banca telefonica, o comunque di un servizio di phone banking, offrono delle opportunità e presentano degli inconvenienti sia sul lato della banca che sul versante del cliente. Il phone banking è senz'altro già oggi una soluzione che può dare notevoli soddisfazioni alla banca, perché può rivolgersi ad un'ampia clientela senza comportare grossissimi investimenti. Bisogna però fare attenzione a rispettare alcune regole nell'offerta del servizio:

        Servizio 24 ore su 24: le possibilità di collegamento devono essere continue senza limitazioni nell’orario  un operatore virtuale può essere affiancato da un servizio ad operatore umano solo nelle ore d'ufficio.

        Dimensionamento delle linee: Un numero di linee numerose può risolvere il problema degli intasamenti al momento della chiamata anche se naturalmente ciò rappresenta un aggravio di costo.

        Costo del servizio: il problema qui è decidere se usare una linea telefonica a costo unico per tutta Italia, un numero verde oppure un numero con prefisso normale. La scelta è legata ai costi che si è in grado di sostenere, alla localizzazione della nostra clientela (locale, regionale, nazionale) e alla scelta del target di clientela che si vuole soddisfare.

        Qualità del servizio: il servizio dovrebbe avere una parte informativa ed una dispositiva. [13]

        Servizio user-friendly : un aspetto di primaria importanza è la semplicità d'utilizzo del servizio se si vuole che venga accolto favorevolmente da un numero ampio di clienti. L'utilità di un supporto in linea può essere importante per risolvere eventuali problemi.

        Presenza di una Demo: una dimostrazione on-line è quasi indispensabile se si vuole che il cliente sia messo nella condizione di poter fare una scelta oculata. Quei clienti che per natura sono sospettosi nei riguardi di queste tecnologie, potrebbero cambiare idea dopo un superficiale approccio al servizio.

La banca dovrà valutare il grado di diffusione che intende raggiungere : ampio e conseguentemente a basso costo oppure limitato, ma ad alto guadagno. La diffusione capillare del telefono obbliga la banca a fornire un servizio a basso costo tentando di sopperire ai bassi guadagni con l'alto numero di utilizzatori ; questa è la via seguita da tutte le banche italiane presenti su Internet. Solo una banca dà le istruzioni via Internet per provare il demo del servizio. Molte sono le vie scelte nei riguardi del tipo di collegamento da effettuare ; le banche più grosse offrono di solito un numero verde con il pagamento di un piccolo canone mensile mentre le altre spaziano dal 166 senza nessun canone ad un numero telefonico normale per le rare banche piccole che hanno in funzione il phone banking. Dal lato del cliente vi è inoltre una drastica riduzione degli oneri derivanti dallo spostamento fisico verso lo sportello tradizionale. Altro vantaggio è la familiarità dell'utenza reale e potenziale con lo strumento in discussione, familiarità che esclude l’acquisizione di   particolari competenze tecnologiche.  "L'interfacciamento con il cliente su più servizi nel corso della stessa telefonata permette alla banca telefonica di risparmiare tempo e quindi allargare la clientela servita nell'unità di tempo.[14] Avere a disposizione un terminale che informa completamente sulla situazione del cliente permette agli addetti  "di offrire un livello di servizio elevato, indipendentemente da chi risponderà al cliente" .[15] Infine, ma non ultima per importanza, la questione dei costi : una ricerca apparsa su The Economist del 26 ottobre 1996 [16] riconosce  che il telephone banking è meno costoso dei canali tradizionali ; secondo i dati del citato studio per le banche medie statunitensi il costo medio stimato per le transazioni in agenzia è di 1,75$, mentre il costo medio di una singola transazione tramite phone banking si attesterebbe intorno ai 0,20$. Gli svantaggi sono legati  alla  abitudine della maggior parte dei clienti a volere un contatto diretto con il personale che gioca un ruolo sfavorevole alla diffusione del phone banking e alla mancanza di un riscontro cartaceo.   Infine sussiste un problema,(vero o presunto tale), di sicurezza anche se le banche telefoniche hanno creato una serie di procedure volte alla non replicabilità da parte di terzi estranei del contatto telefonico. Altro deterrente alla banca telefonica è il costo degli investimenti iniziali per avviare il servizio. Questo costo può allocarsi su diversi livelli che dipendono, ad esempio, dal mix di risorse umane e tecnologiche utilizzate, dallo sviluppo del progetto in proprio o presso terze parti. 

 

2.1.2        LA BANCA ELETTRONICA

L'altro servizio evoluto, che dà la possibilità al cliente di richiedere informazioni e svolgere operazioni fuori dell'orario di apertura standosene comodamente a casa, è l'home banking. Una soluzione fino a pochi anni fà riservata solamente alla clientela professionale e industriale, soprattutto per gli alti costi connessi al servizio. La connessione tra banca e cliente tramite PC può passare attraverso diverse configurazioni, quindi i termini di "banca elettronica" e “home banking” sono qui usati genericamente per intendere quell'insieme di modalità di comunicazione e distribuzione di servizi che passa attraverso il PC del cliente. Infatti, la comunicazione tra il PC del cliente ed il sistema informatico della banca può strutturarsi su infrastrutture di rete e su software diversi, fermo restando che la logica portante del contatto tra banca e cliente rimane la medesima in ogni caso. La connessione via modem attraverso linee dedicate o normali linee telefoniche è stata un servizio ad alto profilo tecnologico per quanto ostacolato dagli elevati costi di connessione. La possibilità di usare Internet per questo tipo di servizio ha creato nuovi mercati per il virtual banking. I servizi di home banking in Italia hanno ancora una diffusione limitata, tecnologie talvolta non molto recenti  e sono tutti servizi privati e differenti da una banca all'altra. Negli Stati Uniti invece i servizi di home banking via Internet sono ormai una realtà e c'è perfino una banca statunitense, la FSNB, che è raggiungibile solamente attraverso il web. Per avere un sistema di home banking efficiente e con capacità di puntare su un profittevole livello di diffusione , le caratteristiche principali devono essere:

1.      Standardizzazione: Usare uno standard accettato da tutti, per il formato dei messaggi e dei documenti, diventa importante per garantire un servizio di informazioni versatile e completo.

2.      Integrazione con un buon servizio di posta elettronica: la posta elettronica è una rilevante caratteristica se si vuole che il servizio sia interattivo ; il cliente può dialogare con la banca, esporre lamentele ed aiutare l'istituto a migliorare il proprio rapporto di affari.

3.      Interfaccia utente facile da usare (User friendly): la facilità d'uso è decisiva se si vuole che l'utente abbia sempre sotto controllo i servizi che il servizio offre.

4.      Un elevato grado di sicurezza:  la sicurezza è una condizione fondamentale per il commercio elettronico ; questo vale particolarmente nel settore delle transazioni finanziarie dove il sospetto di manipolazioni esterne è molto fondato.

5.      Sistema con capacità multibanking: gli utilizzatori devono essere in grado di ottenere informazioni simili, da differenti fornitori, con lo stesso hardware e, possibilmente, con lo stesso software.

6.      Servizio trasparente e aperto: le informazioni del sistema devono essere ampiamente accessibili ; questa caratteristica si riflette anche nella possibilità da parte del cliente di integrare facilmente le informazioni finanziarie in altre applicazioni (software) usate sul posto di lavoro.

Il  notevole vantaggio di un sistema via Internet nei confronti di un network privato, è chiarissimo: Internet è il sistema con il più alto grado di uniformità nei confronti della standardizzazione della trasmissione dati; esistono già standard di trasmissione e di crittazione universalmente accettati. Un qualsiasi servizio privato avrà maggiori  problemi da questo punto di vista. Il grado di sicurezza è certamente più difficile da ottenere su Internet rispetto alla soluzione privata, ma le esperienze statunitensi dimostrano che si può costruire un sistema sicuro anche sul web (vedi esperienze della Bank of America). La progettazione di una interfaccia utente facile da usare è molto agevolata all'interno di un sistema che già di per sé è considerato molto elementare, un sistema privato presuppone un periodo di apprendimento sicuramente più elevato. Inoltre la posta elettronica è un servizio collaudato, molto efficiente e facilissimo da usare. Un network privato, dovendosi dotare di un suo sistema, incontrerà maggiori costi e inevitabili problemi di comunicazione con persone al di fuori del sistema. L'unico sistema, con capacità multibanking sia dal lato del software sia da quello dell'hardware, è Internet, che con il protocollo di trasmissione TCP/IP riesce a far dialogare tra loro sistemi molto diversi come : PC in ambiente Windows, computer Apple e terminali Unix. Il grado di compatibilità è totale mentre un network privato non potrà mai raggiungere una tale perfezione. Le differenze tra l'home banking ed il phone banking sono legate anche alla fascia di clientela che si vuole soddisfare con questi servizi evoluti : mentre il secondo deve necessariamente scegliere la via del basso costo sperando nell'alta diffusione, il primo è legato a fasce di utenza con reddito elevato (professionisti e imprese) ; questo presuppone la possibilità di chiedere per il servizio un canone molto più elevato rispetto al phone banking. L'effettiva necessità delle imprese di ridurre i costi e di tenere sotto controllo l'elevato numero di operazioni  bancarie, induce le aziende a dotarsi dell'home banking anche in presenza di costi di collegamento abbastanza elevati. Oggi le possibilità che questo tipo di servizi via PC possa avere una diffusione consistente fra i privati, appaiono deboli, almeno in Italia ; da queste premesse è chiaro che una bassa diffusione del servizio telematico debba accompagnarsi ad un guadagno per utente piuttosto elevato. Il numero di utenti collegati ad un network privato di una banca  regionale è effettivamente molto limitato; il passaggio ad un servizio via Internet potrebbe espandere notevolmente l'utenza aumentando anche i margini di guadagno per utente. Questa tipologia di comunicazione tra banca e cliente necessita di una certa quantità di risorse tecnologiche sia sul lato del cliente che sul versante interno alla banca : infatti, non solo il cliente dovrà essere dotato di determinati dispositivi hardware e software, ma anche la banca dovrà essere strutturata in modo tale da potere gestire una situazione che è del tutto nuova rispetto alle tradizionali esperienze di produzione e distribuzione di servizi.  Il contatto con la banca è attivato dal cliente attraverso un personal computer dotato di modem e di un particolare software. La banca ha a disposizione due possibilità : utilizzare un network privato o usare una rete pubblica. Nel primo caso, spesso chiamato on-line banking[17] il cliente contatta l’agenzia attraverso il particolare software sviluppato in proprio dalla banca  o  tramite altri programmi commerciali  utilizzati dalla banca stessa[18]; connettendo il proprio PC direttamente al sistema informativo della banca. La seconda possibilità consiste nell'utilizzo di una rete pubblica, quale è Internet , dove il cliente 'naviga' attraverso un software che non è un programma specifico per applicazioni di tipo bancario ma un semplice browser. In questo caso il cliente si collegherà al provider [19] e di seguito al sito della propria banca. Una volta stabilito il contatto con la banca, la gestione dello stesso si sviluppa attraverso diverse fasi . Il cliente che voglia svolgere operazioni bancarie deve attraversare diversi filtri posti dalla banca per fini di sicurezza, dovuti alla necessità di identificare la controparte che richiede lo svolgimento di operazioni. Innanzitutto vi sono i filtering routers (filtri indirizzatori) che verificano la sorgente e la destinazione di ogni "pacchetto" di informazioni che arriva dalla rete, permettendo o negando l'accesso se i pacchetti non sono diretti ad uno specifico servizio disponibile. In secondo luogo si deve passare attraverso i cosiddetti firewalls [20] ossia un insieme di dispositivi che proteggono il server della banca da attacchi esterni e che consentono l'espulsione di chi non è abilitato al contatto. Una volta identificato il cliente, il server incaricato di svolgere le operazioni richieste si collega ad altri eventuali server e ad un database centrale su un network bancario interno[21] e guida il cliente attraverso percorsi preimpostati  che consistono in differenti videate ,fino allo svolgimento completo delle operazioni richieste. La comunicazione tra cliente e banca si svolge in modo immediato : le informazioni vengono immediatamente presentate sullo schermo del PC del cliente e le sue disposizioni vengono subito eseguite dal server e registrate nella memoria del database. Le operazioni che si possono effettuare riguardano generalmente la gestione del proprio conto corrente. È possibile usufruire di servizi di tipo informativo, dispositivo, d’investimento e di finanziamento[22].   Non è raro, poi, che la banca "premi" l'utente telematico [23] in termini di vantaggi sui giorni di valuta. L'accesso alle informazioni è solitamente possibile 24 ore su 24, mentre l'operatività (ossia la possibilità di disporre operazioni) è consentita , talvolta, soltanto all'interno di orari definiti. La fruizione dei servizi via modem non è sempre offerta gratuitamente, anche se le condizioni variano da banca a banca e sono mutate molto velocemente in questi pochi anni. Il discorso sui servizi di finanziamento è simile a quello della banca telefonica. Se le banche non offrono in rete servizi di finanziamento, dipende esclusivamente da scelte manageriali. La banca elettronica può offrire inoltre una gamma di altri servizi che vanno dalla possibilità di offrire shopping sui mall [24] della rete ai servizi di biglietteria per diversi eventi. Gestire i rapporti con i clienti attraverso le reti telematiche, comporta una serie di vantaggi e di oneri derivanti in parte dalle specificità del canale stesso.   Vi è l'indubbio vantaggio dell'operatività più estesa da intendersi come copertura dell’intero arco della giornata per tutti i giorni dell'anno, ma anche in senso geografico, perché potenzialmente la banca assume una visibilità sull'intero pianeta, in quanto il sito sarà facilmente accessibile da ogni parte del globo e i potenziali nuovi clienti saranno tutti gli utenti della rete. La banca potrà inoltre farsi conoscere attraverso pubblicità "elettroniche" quali ad esempio la pubblicazione di banners[25] su siti con alta densità di visitatori ma senza effettuare  spamming[26] . Anche per la banca elettronica si stimano costi per le transazioni notevolmente inferiori rispetto ai medesimi costi per transazione effettuati allo sportello tradizionale, ed in verità minori dei costi del phone banking .Si ritiene che il servizio erogato, sia qualitativamente buono; infatti il cliente ha la possibilità di effettuare tutte le operazioni in modo immediato e grazie alla particolare multimedialità del mezzo, il cliente ha la possibilità di vedere sullo schermo la propria situazione in ogni tipo di rapporto intrattenuto con la banca.  Quindi il mezzo consente di instaurare un rapporto veloce, a 360 gradi e di facile comprensione grazie agli espedienti visivi che ogni banca saprà adottare a proposito : servizio disponibile in ogni momento del giorno e della notte e potenzialmente fruibile da qualsiasi luogo del mondo .[27] Se molti sono i vantaggi dell'operare in rete, si possono elencare almeno altrettanti svantaggi. Innanzitutto la distribuzione di questi servizi bancari incontra un forte ostacolo nella diffusione dei PC, dei modem e degli abbonamenti alla rete telematica tra la popolazione [28] In secondo luogo esiste comunque la difficoltà del cliente, già evidenziata nel caso della banca telefonica, a modificare l'abitudine al contatto diretto con gli addetti della banca, difficoltà che può essere maggiore in quanto, rispetto alla banca telefonica, la spersonalizzazione nel rapporto è completa.  Analogamente, il cliente della banca in rete si trova a gestire una serie di password cui in passato non era abituato[29]. Infine uno svantaggio potrebbe consistere nella lentezza della rete nei momenti in cui il traffico è maggiore. Questo è un problema prettamente strutturale che le banche possono solo cercare di mitigare provando, ad esempio, a non enfatizzare la componente grafica dei loro siti. Tuttavia, quando si saranno pienamente affermati standard di comunicazione quali l' ISDN e il XDSL  quest'ultimo problema dovrebbe scomparire .[30] I problemi sollevati dalla banca virtuale, sia essa telefonica o su rete telematica, sono in realtà di portata ben più consistente rispetto alla elencazione dei vantaggi e degli svantaggi contenuti nel presente paragrafo e in quello precedente.  Esempi di phone banking o di internet banking se ne possono fare a centinaia. Sono infatti molte le banche, sia all'estero che in Italia, che hanno arricchito la loro offerta con questi nuovi servizi. Ciò che però bisogna dire è che, di tutti gli esempi che si possono citare a proposito, sono pochi i casi di banche effettivamente ed integralmente virtuali. Nella maggior parte si tratta di banche aventi una struttura distributiva tradizionale, ossia di banche che operano prevalentemente tramite lo sportello tradizionale e che affiancano all'operatività tradizionale anche la distribuzione di servizi sui canali dell'home banking. Tra tutti i casi sopra citati di phone o di PC banking, è possibile estrarre poche esperienze di banche effettivamente virtuali : tali sono, ad esempio, per il phone banking Banca Mediolanum e Rasbank in Italia, o la notissima First Direct in Inghilterra , e per il PC banking il caso celeberrimo della Security First National Bank. A parere di chi scrive è quest'ultima banca l'esempio più importante al mondo di virtual banking, non soltanto perché è stata la prima in assoluto ad operare tramite Internet, ma anche perché essa opera offrendo prodotti e servizi rimanendo totalmente svincolata da un qualsiasi tipo di rapporto personale 

 

2.2  FATTORI CHE SPINGONO A UNA RIDEFINIZIONE DEI CANALI DISTRIBUTIVI

Il Grafico 2.3 [31] mostra la riduzione del margine di interesse rispetto ai costi operativi delle banche italiane nel corso degli anni; in questo contesto le banche hanno bisogno di incrementare la propria redditività. La riduzione dei costi bancari ad opera dei canali virtuali è direttamente proporzionale alla riduzione dei costi delle operazioni bancarie; ma è semplicistico ritenere che le banche italiane non promuovano ai nuovi clienti questi servizi, per il fatto che, se il cliente sopportasse un costo delle transazioni bancarie inferiore, la banca avrebbe un guadagno minore. Infatti, il cliente potrebbe eseguire, pagandole meno, un numero più elevato di operazioni.

Graf.2.3   Margine di interesse e costi operativi delle banche italiane        *=previsioni

 Fonte: Report interno della Banca Mediolanum


Attualmente, l'obiettivo delle banche italiane appare quello di conquistare nuovi clienti tramite innovativi canali distributivi, per poi condurli all'interno dell'agenzia, dove la banca consegue maggiori guadagni. Gli istituti di credito, fin dalla seconda guerra mondiale, hanno intrapreso una strada di ammodernamento che li ha condotti da un orientamento volto alla produzione, ad uno rivolto alla vendita ed infine al mercato. L’attenzione alle esigenze della clientela è andata via via crescendo, portando oggi a riconoscere, da parte delle banche, la centralità del settore retail (privati e famiglie), oltre al corporate (imprese), in termini di possibile fonte di business. Il processo di diffusione di nuovi prodotti, servizi e processi dipende dalle caratteristiche dell’ambiente in cui si opera, dai destinatari dell’innovazione stessa (banche e clienti), dalle condizioni strutturali degli enti erogatori  e dalle abitudini di vita degli individui. Se per il livello raggiunto dal progresso informatico è sufficiente sottolineare il crescente grado di informatizzazione della collettività e l’aumento del livello di diffusione di Personal Computer presso le utenze domestiche; sullo stato del sistema creditizio e sulle aspettative della clientela bancaria si ritiene opportuno effettuare un’analisi più approfondita. Il settore finanziario si trova a dover gestire un processo di cambiamento anche sugli aspetti riguardanti le  proprie modalità di relazione con il mercato. E’ sempre più evidente l’esigenza di un’offerta completa e aggiornata; di un accesso facilitato a  servizi e prodotti personalizzati.  In quest’era di servizi il tempo è una misura che determina il livello di qualità agli occhi del cliente, che preferisce sempre più l’attività all’attesa. Andrà valutato con molta attenzione quindi, il tempo trascorso  per l’accesso a un servizio, la sua durata, la rapidità di reazione della banca agli stimoli inviati dal cliente.[32] Come si vedrà nel paragrafo 5 questa evoluzione delle esigenze è decisamente un "colpo basso" che si assesta alle filiali e alla loro logica di presenza "fisica" sul territorio che, per questa tipologia di clientela evoluta, non riescono più a rispondere in modo efficace alle esigenze di operatività quotidiana. Inoltre il nostro sistema bancario è stato caratterizzato negli anni ‘80 da una situazione di relativo immobilismo: la concorrenza era quasi virtuale e l’offerta di servizi non subiva grandi modificazioni. L'informatizzazione del posto di lavoro, e la nascita di reti telematiche per scambiare informazioni e dati tra gli istituti, non ha cambiato il rapporto tra banca e cliente : la filiale era e rimane la sede prediletta dove chiedere chiarimenti , informazioni e accedere a tutti i servizi più importanti. Dopo che sono venuti a cadere i vincoli posti dalla Banca d’Italia per l’apertura di nuovi sportelli abbiamo assistito ad un abbandono delle politiche competitive basate sui prezzi. La nuova concorrenza si è basata sull’ampliamento, a tratti folle, della rete territoriale che ha interessato tutte le regioni italiane, e solo in parte su un ampliamento della gamma degli strumenti e dei servizi offerti e su una intensificazione delle politiche di marketing. L’apertura di nuovi sportelli [33], ha causato una saturazione del territorio e ha reso maggiormente aleatorio il ritorno degli investimenti e, conseguentemente, le azioni di sviluppo. Recentemente[34], è stato calcolato che il costo di una filiale bancaria tradizionale è di circa due miliardi. Un call centre costa circa un miliardo.; uno “sportello virtuale”  è ancora più economico, anche se non ci sono ancora statistiche aggiornate. Il costo per avviare un call centre di 300 persone operante 24 ore su 24 è inferiore a quello necessario per due agenzie tradizionali. Internet e le tecnologie di comunicazione telematica, con i loro bassi costi di avvio e di manutenzione, potrebbero rappresentare per le banche medio-piccole, ma fortemente radicate nel territorio, un'arma notevole non solo per poter sostenere l'impatto dell'Euro e della concorrenza internazionale, che rischia altrimenti di spazzarle via, ma addirittura per riuscire a crescere.[35] Inoltre l’accresciuta concorrenza ha contribuito alla costante riduzione dei margini di redditività portandola vicino allo zero. Questa situazione  obbliga gli istituti di credito a fare scelte strategiche nella gestione interna; infatti dovranno porre attenzione:

        Concorrenza di nuovi attori specialisti  e dei concorrenti europei

        Riduzione dei margini dell'attività bancaria.

        Costi aziendali ed inefficienze produttive

        Evoluzione e ripensamento della relazione Canale-prodotto.

        Evoluzione delle aspettative della clientela.

Nel mercato del credito al consumo, c’è stato un incremento degli operatori non bancari.[36] Anche se i flussi di crediti erogati dalle banche  sono equivalenti a quelli degli intermediari non bancari, le banche dovrebbero prendere le opportune iniziative per non perdere le nuove quote di mercato e ulteriori occasioni di profitto, fornite dalla grande espansione del mercato, dovuta anche alla discesa dell’inflazione e alla conseguente contrazione dei tassi di interesse. Diverse sono le motivazioni che spiegano la maggiore crescita dei volumi intermediati dalle finanziarie rispetto ai volumi intermediati dal sistema bancario. Innanzitutto le finanziarie sono specializzate nella concessione dei prestiti finalizzati all’acquisto dei beni di consumo specifici, mentre le banche sono tradizionalmente presenti nel credito personale, perché considerano residuale il business del credito al consumo ed è soprattutto quest’ultimo che ha registrato negli ultimi anni un forte sviluppo. Inoltre, gli operatori finanziari, offrono il finanziamento direttamente presso il punto di vendita/acquisto e in tempi sicuramente più rapidi, senza doversi recare in banca. Con i nuovi canali elettronici, che possono abbattere barriere spaziali e temporali, gli istituti di credito potrebbero riconquistare, o per lo meno difendere, quote nel mercato del credito al consumo. Le banche che sapranno sfruttare il commercio elettronico e i servizi di Remote Banking avranno un ulteriore arma contro il rischio di disintermediazione, avvicinandosi al cliente . La riduzione dei margini di profitto per le maggiori banche italiane ed europee pone un problema di efficienza complessiva dei processi aziendali. In particolare la situazione italiana,[37] presenta una redditività non significativamente diversa dallo zero, e le banche faticano a spuntare un tasso di profitto soddisfacente. A metà del 1998, dal primo consuntivo dei dati semestrali emergeva l’esplosione dei proventi da servizi, in quanto le commissioni arrivavano a coprire il costo del lavoro.[38]   Il fattore, forse più importante, di questa difficoltà nazionale, è l’alto livello dei costi della gestione aziendale, legato all'inefficienza dei vari processi produttivi e unito agli effetti negativi della riduzione del margine di interesse e dei minori profitti sui titoli. L’incidenza dei costi  del personale  e di gestione sul totale dell’attivo, deve essere diminuita: con il calo tendenziale della redditività operativa bisogna razionalizzare i canali di vendita tradizionali, dove operano il 75% degli addetti bancari. Inoltre, l’Abi stima in più di 30.000 i dipendenti in esubero, e considera necessaria una riduzione del costo del lavoro del 20%[39]. Se gli alti salari reali di cui ha goduto il settore verranno messi in crisi dall’ aumento della competitività interna, questo contenimento non sarà comunque sufficiente per risolvere il problema degli elevati costi operativi e di struttura.[40]   Una strada utile per affrontare la situazione potranno tracciarla le strategie legate ai nuovi metodi di distribuzione del prodotto[41]. Una conferma di quanto sostenuto viene dall'analisi dei vantaggi conseguibili con l’utilizzo dei canali di remote banking. Anche nel nostro paese si assiste ad un atteggiamento di minore fedeltà nei confronti della banca; si è creata una tendenza nel mantenere il rapporto limitato ai servizi basici , cercando di limitare la frequentazione degli sportelli, o addirittura cercando di evitarli con l’utilizzo delle carte di debito e di credito. Vi è inoltre un ampio grado di insoddisfazione dovuto alle perdite di tempo presso gli sportelli; la clientela ha la sensazione di non trovare risposte positive in termini di personalizzazione. Esiste, quindi, un’ampia area di mercato pronta ad abbandonare  lo ”sportello tradizionale” per svolgere in altro modo le stesse operazioni. In risposta alle tensioni provocate dalla concorrenza allargata, dai nuovi bisogni dei risparmiatori, dall’evoluzione tecnologica e dai problemi “interni” e strutturali il modo di fare ed essere banca tende a cambiare rapidamente, sotto due aspetti paralleli: Il primo mutamento riguarda la piattaforma sulla quale viene collocata l’offerta di servizi bancari; il secondo tocca i servizi stessi che dovranno essere più ricchi di contenuti e personalizzati. Le difficoltà che le banche devono oggi affrontare, sono quindi piuttosto consistenti. Tuttavia, i tempi sembrano costringere tutte le aziende di credito a considerare questa modernizzazione. Il problema strategico consiste, quindi, nel decidere quanto investire (per mantenere la stabilità dell’azienda) e come investire (gli investimenti devono essere effettuati con convinzione da persone in grado di individuare le soluzioni ottimali e devono essere affiancati da altre politiche di formazione del personale).   La trasformazione in banche virtuali, o in banche che eroghino servizi attraverso i moderni canali, non deve essere esclusa perché , dati gli alti costi e i lunghi tempi di realizzazione, non è un’opportunità di business nel breve termine ma deve essere considerata  una strategia di marketing di lungo periodo, che permetta di affrontare le nuove sfide del settore bancario; grazie anche all’alto grado di “semplicità”  raggiunto dalla tecnologia ,l’interfaccia user-friendly, tale da poter rivolgersi a tutti gli individui che ne abbiano bisogno e alla evoluzione "rapida" delle prestazioni offerte dalle "macchine" che permettono oggi di parlare di multimedialità ed interattività , ponendo le esigenze  di banche e clienti  a contatto tra loro, in una logica di costruzione "comune" dei servizi finanziari dei prossimi anni. “Dinanzi  alle scommesse che attendono le banche risulta imprescindibile, per il terzo millennio, combinare le esigenze di efficacia con quelle di redditività. E  pertanto oggi, parlare di virtuale più che un alibi ipnotico, occorre sia anche una questione di profitto.”[42] 

 

2.3 VIRTUAL BANKING: UNA DEFINIZIONE DI BANCA VIRTUALE

Sulle pagine economiche dei giornali, quando si leggono articoli sulle banche virtuali, si trovano frasi come "la banca senza sportelli", "niente più code", "andare in banca stando in poltrona". Queste espressioni fanno affiorare alcuni concetti, associati alla parola "virtuale": maggiore comodità per gli utenti nella fruizione dei servizi offerti dalla loro banca, maggiore rapidità di questi ultimi, minori costi di gestione da parte della banca stessa (non ci sono molte filiali da gestire, serve meno personale,...). E' abbastanza naturale definire un servizio bancario "virtuale" come un servizio offerto dalla banca agli utenti, senza che questi debbano recarsi presso la banca stessa. Esempi di servizi virtuali sono la richiesta di un estratto conto attraverso il telefono, Internet, il videotel o la TV interattiva, oppure l'elencazione delle filiali (magari con ricerca automatica di quella più vicina all'utente) o di alcuni numeri di telefono di consulenti bancari. Non dobbiamo però pensare che il servizio virtuale sia per forza di tipo finanziario: i servizi "virtuali" da offrire dipendono dalla strategia di marketing e dalla fantasia della banca stessa. E le strategie di  comunicazione ed interazione sui canali virtuali richiedono una certa differenziazione dei servizi offribili da una banca, al fine di attrarre i potenziali clienti agli "sportelli" virtuali[43]. Con il termine “banca virtuale” si indica "l’insieme dei prodotti, canali distributivi, modalità produttive e tecniche di marketing che consentono di erogare servizi e di gestire la relazione complessiva con il cliente, senza che questi abbia il contatto fisico con il personale bancario".[44] Si può parlare, di una vera e propria "rivoluzione", dal momento che in passato era il cliente ad andare in banca  ad affrontare lunghe attese per accedere allo sportello; mentre ora è l’istituto di credito ad avvicinarsi all’utente. Per altri aspetti, più che a un modello alternativo di banca, siamo in presenza di un trend evolutivo  della banca verso assetti caratterizzati da una pluralità di canali e da un elevato grado di "remotizzazione" della customer interface e della gestione della relazione.   E’ possibile individuare due fasi nello sviluppo del virtual banking, utilizzando come unità di misura il grado di interattività che si instaura con l’utente. La prima, che arriva fino alla metà circa degli anni novanta, è caratterizzata per siti bancari che offrono essenzialmente servizi informativi, che danno la possibilità di chiedere informazioni sul proprio C/C come : il saldo, l'estratto conto con gli ultimi movimenti, informazioni  sui  tassi d'interesse e notizie relative ai prodotti bancari, alla dislocazione delle agenzie ed ai pagamenti elettronici. Invece la seconda fase, che si pensa dovrebbe continuare fino all’anno duemila, prevede un maggior utilizzo della tecnologia (in modo particolare di telefono, home banking, borsellino elettronico, smart card, e-commerce, video interattivo) che consente all’utente di usufruire anche di servizi dispositivi come ad esempio: RiBa, MAV, bonifici, giroconti, tesoreria. Il cliente può ordinare bonifici, pagare fatture e bollette e svolgere praticamente tutte le operazioni che si possono fare allo sportello, tramite il proprio p.c. Nei precedenti paragrafi si sono considerati i canali non convenzionali alternativi allo sportello tradizionale. Si è parlato di home banking come capacità della banca di distribuire i propri servizi direttamente al domicilio del cliente, tramite l'utilizzo di strutture a disposizione del cliente presso la propria abitazione o presso il proprio luogo di lavoro; si è parlato di remote banking nel senso di servizi bancari distribuiti dalla banca tramite l'utilizzo di strutture lontane, in senso lato, dalla banca ; e di conseguenza l'home banking, e gli altri canali “Home” sono una parte delle modalità distributive della banca remota, e non qualcosa di diverso o distante dalla banca remota. Definire il virtual banking non è facile , in quanto la parola “virtual banking”, è spesso utilizzata in modo improprio ed esistono notevoli diversità nelle definizioni utilizzate dagli studiosi . Nel capitolo secondo, nel definire i concetti di remote banking e di home banking, l'attenzione è caduta sui termini remote ed home cui si è dato il significato di distribuzione tramite canali remoti o tramite canali per così dire 'a domicilio'. Se si vuole definire il virtual banking, bisogna concentrarsi sul significato del termine virtuale, o del  suo corrispettivo inglese 'virtual'. Consultando un qualsiasi dizionario è possibile ottenere il significato della parola 'virtuale' : "che esiste in potenza, allo stato di possibilità o di capacità, o anche di probabilità ; che è solo teorico, supposto o ipotetico”[45].Se si vuole accettare il significato appena proposto, nasce allora il problema di capire in che cosa consista un canale di distribuzione virtuale, ossia un canale distributivo 'potenziale', 'possibile', 'probabile', 'supposto' o 'ipotetico'. Questa difficoltà insormontabile si annulla se si considera il significato particolare che il termine 'virtuale' ha assunto negli anni recenti, non solo nella lingua italiana. La scienza informatica, infatti, ha dato a questo termine un più ampio respiro legandone il significato al mondo dei computer e delle telecomunicazioni in generale. Questo nuovo significato è nato dopo il lancio sul mercato, da parte della società IBM, di un prodotto denominato VM/SP : Virtual Machine System Product. Il prodotto era in grado di gestire un sistema reale in modo che tutte le sue risorse fossero rese disponibili a più utenti nello stesso periodo di tempo. Ogni utente poteva quindi utilizzare il sistema come se questo fosse rivolto in maniera esclusiva alle attività del singolo utente. A questo punto si capisce l'uso del termine 'virtuale' : il sistema prodotto dalla IBM, solo virtualmente era dedicato esclusivamente al singolo utente, mentre effettivamente lavorava allo stesso tempo con altri utenti. Da quel momento il termine virtual si è legato fortemente al mondo dell'informatica tant'è che computer e virtualità sono divenuti, nel linguaggio comune, sinonimi di una stessa realtà. Quindi si potrebbe definire il virtual banking come l'insieme di metodi di distribuzione di servizi bancari, caratterizzati dall'utilizzo di canali virtuali, ossia strumenti informatici e telematici. Sarebbe quindi banca virtuale quella che distribuisse i propri servizi utilizzando strumenti quali il PC o il telefono. Questa definizione appena prodotta incontra inoltre un vasto consenso tra i contributi che trattano l'argomento del virtual banking. Tuttavia la definizione appena citata è errata. L'errore è localizzabile nella confusione che una definizione del genere produrrebbe nel momento in cui si ritorna al concetto di home banking. Infatti che differenza  ci sarebbe tra home banking e virtual banking nel momento in cui entrambi i canali vengono definiti come distribuzione di servizi bancari tramite l'utilizzo di PC o telefono? Inoltre non si capirebbe la portata innovativa del virtual banking dal momento che esempi di distribuzione su telefono o tramite PC esistono da svariati anni. Gli errori contenuti nella definizione sopra citata sono due. Il primo errore consiste nel dare alla parola 'virtuale' un significato  puramente informatico. L'escludere quest'ultimo significato comporta però l'indeterminatezza del canale distributivo in quanto non si comprenderebbe il concetto di canale potenziale, ipotetico o supposto. Questa indeterminatezza ci conduce al secondo errore : la virtualità non deve riguardare il canale distributivo ma, a parere di chi scrive, deve riguardare la banca. Solo così è possibile rimediare alla confusione generata dal sovrapporsi della figura dell'home banking con la figura del virtual banking. Il significato di virtual banking prima riportato è il più utilizzato da giornali, riviste specializzate o semplici opuscoli di banche,  che etichettano come virtual banking tutti i servizi distributivi che sono erogati attraverso il PC o il telefono :  ad esempio, la Cariplo, la Comit, l'Ambroveneto e altre banche offrono servizi di virtual banking ai propri clienti tramite telefono, fax, videotel o PC[46]. Spostare l'oggetto della virtualità dal canale distributivo alla banca ha creato la frontiera più evoluta in materia di distribuzione di servizi bancari. Quindi non è il canale distributivo ad essere probabile, ipotetico o supposto ma è l'esistenza della banca che, nel virtual banking, è la sola a diventare probabile, ipotetica o supposta. Esistono due livelli di virtualità da considerare.  Ad un primo livello si potrebbe definire banca virtuale quella banca che eroga i propri servizi alla clientela senza l'ausilio di sportelli tradizionali  e quindi senza un contatto umano diretto. La virtualità è legata al fatto che essa non si presenta fisicamente ai propri clienti come le altre banche tradizionali. In tal senso la banca virtuale consisterebbe in un luogo fisico dove si producono servizi bancari che verranno poi erogati all'esterno tramite l'utilizzo di canali remoti.[47]  L'innovazione  legata a questo tipo di banca sta nel fatto di non utilizzare lo sportello tradizionale, cioè il canale distributivo sul quale le banche in tutto il mondo e di tutti i tempi hanno puntato per gestire i  propri affari. In una realtà così strutturata il rapporto con i clienti viene gestito tramite l'utilizzo di un mix variabile di canali remoti. Il cliente potrebbe ,ad esempio, ritirare contante presso le ATMs, senza che sia rilevante di quale banca esse siano ; pagare i propri conti con assegni, bancomat, carte di credito o borsellini elettronici ; ottenere le informazioni a cui è interessato dalle ATMs, o telefonando alla banca, oppure collegandosi con essa tramite un personal computer, ecc. A questo primo livello di banca virtuale si può però aggiungerne un secondo, che si basa su un maggiore 'grado di virtualità'. Infatti, oggi le tecnologie informatiche e telematiche consentono la creazione di situazioni totalmente virtuali, nel senso di situazioni la cui esistenza è davvero a livello di probabilità, non potendone affermare con assoluta certezza la realtà fisica. [48]La virtualità considerata a questo livello consente di arrivare ad un concetto di banca veramente innovativo. La banca virtuale è una banca che fisicamente non esiste : non possiede sportelli tradizionali diffusi sul territorio, ma non ha nemmeno una sede fisica tradizionalmente intesa (un edificio con uffici, attrezzature ecc.)[49]. Quindi si dovrebbe parlare di virtual banking in quanto, se la banca fisicamente non esiste, ciò che esiste ed è reale è il servizio banking.  La banca virtuale può essere definita come quel luogo virtuale dove diversi soggetti creano e propongono prodotti e servizi bancari che verranno distribuiti, su richiesta del cliente, tramite l'utilizzo di canali remoti.[50] "Quando si parla di banca virtuale, si evoca una condizione nell'ambito della quale, attraverso l'uso di tecnologie avanzate, un soggetto riceve gli effetti di un'attività di tipo bancario in assenza degli elementi tipicamente costitutivi della banca stessa".[51] Definendo la banca virtuale come un luogo virtuale questo può intendersi come un luogo, non fisico, formato da una serie di informazioni prodotte da alcuni soggetti e messe a disposizione dell'utente che visita il sito. Una pagina di ipertesto è un esempio di luogo virtuale visualizzabile sullo schermo di un personal computer. In questo caso ci troviamo di fronte ad una schermata video la quale è semplicemente un insieme di bit memorizzati sulla memoria di un sistema informatico in qualche parte del mondo. I soggetti che costituiscono la banca virtuale possono essere sia altre banche che società finanziarie, società di intermediazione mobiliare, società che gestiscono fondi comuni, società che gestiscono patrimoni, società di gestione di carte di credito, società che offrono leasing, factoring, consulenza alle imprese, e tutti quei soggetti che svolgono una o più delle attività finanziarie previste in un determinato contesto giuridico ed economico.[52] La banca virtuale, proponendo una certa gamma di servizi, deve avvalersi di diversi canali per raggiungere la propria clientela.[53] Tali “delivery channels” sono quelli di cui si è discusso nei precedenti paragrafi. Un mix dei canali anzidetti permette al cliente di effettuare tutte le operazioni bancarie di cui necessita, senza che venga menomato nessun aspetto del rapporto con la banca. Nel momento in cui la banca virtuale operi per certi servizi tramite una rete di promotori, ecco che anche il contatto umano viene ristabilito, anche se solo  per alcuni aspetti del rapporto tra banca virtuale e cliente. Questi due gradi di virtualità, che hanno portato a due definizioni di banca virtuale, implicano una scelta su cosa intendere per virtual banking. Entrambe le definizioni possono essere accettate in quanto, il prodotto delle diverse attività , il modo di rapportarsi con il cliente è il medesimo , anche se effettuato con differenti modalità operative. Quindi la banca a distanza o "virtuale" è ormai comunemente percepita come un nuovo modello organizzativo, che si esplica nell’insieme dei canali distributivi di natura telematica, dei prodotti/servizi e delle competenze di marketing a disposizione di una banca. Essi consentono, senza contatto diretto con personale bancario, di erogare servizi alla clientela in modo potenzialmente personalizzato. Ciò significa poter fornire soluzioni ad hoc per ogni specifica esigenza, in tempo reale ed in modo completo e soddisfacente, intessendo e maturando relazioni di lungo periodo con la clientela. L’obiettivo primario di questo modello organizzativo è per l’utente la ricerca dell’offerta di un servizio "superiore", conseguita grazie all’utilizzo di una pluralità di canali remoti, volti a fornire a ciascuno il miglior rapporto di costo/qualità  in relazione alle specifiche esigenze espresse. Onde evitare fraintendimenti nel seguito del lavoro si parlerà quindi di banca virtuale e di banca virtuale perfetta. Non verranno usate le anzidette locuzioni allorquando ci si troverà di fronte a servizi bancari offerti tramite i canali remoti da parte di banche che interloquiscono con il cliente anche tramite lo sportello tradizionale. In queste ipotesi si parlerà, a seconda dei casi, di phone banking, home banking, PC banking, internet banking, web banking ecc.

 

 2.4    STRUTTURA E CARATTERISTICHE DELLA BANCA VIRTUALE

Definendo la banca virtuale come quella banca che non ha bisogno di un contatto fisico con il cliente e che al limite potrebbe non possedere delle sedi fisiche, si pone il problema di capire come essa appaia ai clienti e come essa sia strutturata. La banca tradizionale,  ha una immagine “fisica” dovuta all'aspetto degli edifici, degli uffici e del personale che compongono la struttura distributiva tradizionale, imperniata sulle diverse filiali. Nel caso della banca virtuale, agli occhi del cliente, il rapporto con la banca si modifica radicalmente; infatti il luogo di contatto privilegiato non è più rappresentato dalla filiale tradizionale, ma da canali in cui si prescinde totalmente da un rapporto di tipo “face to face”. Quindi  il cliente ha una percezione del proprio istituto notevolmente ridotta. Il punto di contatto tra la banca virtuale ed i propri clienti è rappresentato da quei canali che nel paragrafo precedente sono stati definiti remoti. Ma sono soprattutto  il telefono o il PC collegato a una rete informatica i canali principali di accesso diretto alla banca  perché sono gli unici che permettono un rapporto di tipo interattivo assimilabile al rapporto tradizionale. Gli altri strumenti di distribuzione remota, necessari per eseguire le operazioni che non possono attuarsi via telefono o via PC (ad esempio ritiro di contante), sono comunque accessori al rapporto diretto che avviene sul telefono o sul PC.  Questa modifica nel rapporto tra banca e cliente, comporta un cambiamento radicale dell'immagine della banca. L'aspetto della banca non potrà più identificarsi nell'aspetto degli edifici o del personale d’agenzia. Le conseguenze di questa mutazione sono notevoli : la smaterializzazione del rapporto crea problemi di immagine per il fatto che rende uguali banche che possono essere tra loro diversissime nella struttura operativa, economica e finanziaria ; inoltre la virtualità[54] educa il cliente della banca virtuale a giudizi sull'istituto che  sono basati solo su qualità ed economicità del servizio, senza considerare importanti giudizi  come la vicinanza della banca, la comodità, l'aspetto del personale ecc. La banca virtuale diventa perfetta solo se diviene un mero punto di contatto tra centri di produzione esterni alla banca. Nella banca virtuale in senso proprio non esiste una banca produttrice di determinati servizi ma esistono diversi soggetti che producono ognuno una parte dei prodotti dell'attività bancaria, prodotti che verranno distribuiti dai diversi soggetti in un medesimo luogo virtuale e sotto il medesimo 'marchio' della banca virtuale. Una banca così strutturata rivolge verso il cliente il risultato di una attività bancaria unitaria che nella realtà è suddivisa tra diversi centri produttivi, ognuno dei quali copre solo una parte dell'intera attività.  Il cliente si reca, telefonicamente o telematicamente, presso il luogo virtuale della banca; a seconda dei servizi che esso richiede verrà collegato con il centro di produzione. L'implicazione importante di questo modo di agire è rappresentata dal fatto che, a questo livello di virtualità, la banca potrebbe non esistere fisicamente e consistere  solo in una serie di pagine web dove sono collegati tramite link gli indirizzi Internet o gli applets [55] delle società produttrici. La visibilità di una siffatta banca non è diversa da quella della banca virtuale che produce internamente i servizi che offre: essa consiste in una voce al telefono, o più semplicemente in una videata sullo schermo di un PC, con i medesimi problemi accennati in precedenza. Tuttavia la percezione del cliente sarebbe diversa se egli fosse a conoscenza dell’effettiva struttura produttiva della banca virtuale: questa situazione potrebbe creare nella clientela, un sentimento di sfiducia derivante dal fatto di dovere interagire con un soggetto virtuale che non esiste nella realtà.

 

2.4.1 TIPOLOGIE DI SERVIZI  PER I CANALI VIRTUALI

I servizi che potenzialmente sono distribuibili si possono ricondursi a "quattro macro aree”:

        servizi di tipo informativo ;

        servizi di incasso/pagamento ;

        servizi di investimento ;

        servizi di finanziamento.

Tutte  le tipologie di servizi sono importanti per ottenere obiettivi di "soddisfazione" differenti tra loro. Occorre investire su tutte le tipologie citate di servizi con la stessa determinazione ma con modalità e approcci differenti, tenendo ben presente che gli utenti non vivono la banca virtuale in modo "monotematico" (solo informazioni, solo operatività, solo interattività). Modalità diverse si rendono necessarie perché le banche non sono in grado di gestire  contemporaneamente e allo stesso modo i quattro ambiti strategici.   Se sul versante informativo sono stati raggiunti risultati importanti, ciò non vale assolutamente sul versante dell’"interattività" dove le banche , a causa di anni di monopolio e di "dominio contrattuale" nei confronti dei clienti, stanno incontrando grandi difficoltà a dialogare con la clientela. Tra i servizi del primo tipo vi sono informazioni su prodotti,  informazioni sull’azienda, modalità di accesso ai servizi[56], informazioni sul commercio elettronico e i suoi progetti, la localizzazione delle filiali, prezzi, movimenti e saldi del c/c, esiti e stato di pratiche, mercati finanziari ma anche informazioni sui prezzi dei titoli e le quotazioni dei fondi, sulla situazione dei protesti[57], sulle condizioni di mutui, nonché possibilità di comunicare modifiche di dati personali, notificare lo smarrimento o la sottrazione di carte di credito/debito, possibilità di ricevere comunicazioni in merito a lamentele precedentemente avanzate, possibilità di ricevere consulenza finanziaria,[58] ecc. Per quanto riguarda l'area degli incassi e dei pagamenti è possibile effettuare bonifici, giroconti, pagare utenze domestiche, RiBa, Mav, ma anche, relativamente all'area c/c, prenotare il carnet degli assegni, prenotare valuta[59], richiedere o rinnovare carte di credito, bancomat, ecc. Tra i servizi di investimento è possibile effettuare la compravendita di titoli,  il rinnovo degli stessi, nonché sottoscrivere quote di fondi comuni e altri strumenti di investimento. Per quanto riguarda i servizi di finanziamento vi sono diverse banche telefoniche che non concedono prestiti alla clientela [60] in quanto sono interessate alla sola gestione del risparmio. Il motivo di tali scelte non va certo ricercato in impedimenti di tipo tecnologico o procedurale della banca telefonica, tant'è che altre banche telefoniche offrono prestiti[61], bensì in semplici scelte strategiche effettuate dal management di ogni singola banca. Il fatto che il contatto faccia a faccia tra banca telefonica e cliente manchi, non implica che una banca telefonica non possa concedere prestiti in quanto non è certo basandosi sulla fisiognomica che l'ufficio fidi di un istituto bancario decide di concedere o non concedere credito. Una volta che la banca abbia inequivocabilmente identificato il richiedente fido, ne abbia valutato la posizione nei confronti del sistema bancario, abbia accertato l'esistenza di garanzie, abbia valutato la validità del progetto da finanziare ed abbia fatto sottoscrivere al richiedente i necessari documenti, la banca telefonica può espletare la pratica di fido con le stesse procedure di una qualsiasi altra banca. L'unico servizio che una banca senza sportelli non può offrire è la locazione di cassette di sicurezza, servizio che comunque non impedisce di qualificare come banca un istituto senza sportelli tradizionali. Un’altra classificazione, la più usata attualmente, che tiene conto anche dell’evoluzione avvenuta nell’home banking, distingue i servizi a seconda del grado di interattività che si instaura con il visitatore e li divide in due grandi aree di interesse :

  1. Home banking informativo.
  2. Home Banking dispositivo.

Il primo dà la possibilità di chiedere solo informazioni sul proprio C/C. Il secondo rappresenta l'evoluzione più avanzata del servizio ; il cliente può attraverso il proprio PC : ordinare bonifici, pagare fatture e bollette e svolgere praticamente tutte le operazioni che si effettuano allo sportello. Per il Corporate Banking l’opportunità rappresentata da Internet, (Fig2.4) è quella di poter accedere a servizi di fatto già predisposti su reti dedicate, anche attraverso un canale meno costoso, ma con livelli di sicurezza e di operatività analoghi. Le componenti di un servizio di remote banking che comprenda funzioni sia informative che dispositive sono:

        una rete di trasmissione dati, che costituisca una infrastruttura di comunicazione integrabile ed aperta al mondo esterno;

        un servizio che consenta lo scambio di informazioni strutturate;

        strumenti software per tradurre i dati da un formato proprio ad un formato standard e viceversa;

        protocolli per lo scambio di informazioni secondo tale formato standard

        funzioni di sicurezza che garantiscono l’integrità dei dati trasmessi, la protezione da accessi non autorizzati e la convalida dei messaggi.

Queste caratteristiche si riscontrano in Internet, che presenta l’ulteriore vantaggio di permettere una gestione della clientela corporate non solo sulla base di logiche dimensionali, ma altresì con metodi legati al "ciclo di sviluppo dell’impresa". [62] Questo è l’orientamento, che molte banche stanno cercando di sviluppare nei confronti di tale clientela attraverso Internet.  Il criterio dimensionale appare infatti riduttivo per approfondire la domanda ed i relativi comportamenti finanziari, non evidenziando le problematiche che le imprese si trovano ad affrontare nel tempo. L’individuare, invece,  i legami  tra i cicli di sviluppo e le competenze finanziarie dell’impresa, può portare ad individuare specifiche problematiche economiche, che fornirebbero utili notizie per comprendere completamente i bisogni delle imprese, portando a definire l’offerta dei servizi e le politiche di comunicazione.

 Fig2.4: Risposte al Quesito “Sarebbe disposto in futuro ad usufruire del servizio di home banking?”

Fonte: Emanuele Dainesi ,Banca ed Internet: scopri che tipo di cliente sei ! op.cit

 

Le banche potrebbero pensare di proporsi come fornitori di un servizio di pianificazione ed assistenza finanziaria per quelle aziende in espansione, ma condizionate dall’assenza di competenze finanziarie adeguate e/o dai costi per la relativa organizzazione. Inoltre l’impresa può cogliere tale offerta come un’opportunità per integrare le proprie conoscenze esternalizzando presso la banca la gestione finanziaria a costi più contenuti rispetto al potenziamento organizzativo interno. Attraverso il Remote Banking via Internet la banca offre un servizio telematico a tutte le aziende sue clienti, dove le finalità del servizio mirano a rendere sicuro e riservato il rapporto banca - impresa, consentendo a quest’ultima velocità nelle risposte, in accordo con le sue specifiche esigenze operative, permettendo di razionalizzare i processi gestionali interni con un conseguente abbattimento dei costi sia direttivi che organizzativi[63]. Il servizio permette  all’azienda di personalizzare le voci a seconda delle sue specifiche esigenze. L’esperienza nell’erogazione di questi servizi, ha insegnato che nelle fasi iniziali di diffusione è necessario adottare politiche di prezzo accattivanti.  La fissazione di prezzi e tariffe in genere sufficientemente basse, è rivolta ad innescare un processo di crescita che porti rapidamente al raggiungimento della massa critica. Il principale criterio di differenziazione delle tariffe risulta, solo in secondo momento, prevalentemente quello della tipologia di servizio erogato. L’esperienza di molte banche confermerebbe questa dinamica di sviluppo che si presta ad essere riprodotta anche nel caso delle strategie relative all’home banking via Internet e al trading on line.   

 

2.4.2        I COSTI DELLA VIRTUALITA’

Altro aspetto importante della banca virtuale ma praticamente impossibile da valutare con chiarezza è quello relativo ai costi. L’impossibilità deriva dalle diverse configurazioni che questo nuovo modo di produrre e distribuire servizi può assumere, ma anche dal fatto che essendo l'argomento della banca virtuale nuovo ed importante, da una parte è difficile calcolare i costi di una situazione che si modifica continuamente, e dall'altra parte non vi è documentazione pubblica in materia in quanto le banche che intraprendono il cammino verso la distribuzione virtuale non amano pubblicizzare i propri progetti [64]    La banca virtuale necessita di dispositivi hardware e software che hanno un costo variabile dipendente dal progetto cui la banca si ispira : per il phone banking, utilizzo o meno di risponditori automatici ; per la banca in rete, utilizzo di un network proprio o di una rete pubblica; sviluppo di software proprietari o utilizzo di programmi commerciali; creazione in proprio della struttura interna o ingegnerizzazione dei processi e dei servizi in outsourcing ; ecc. I costi di gestione della struttura virtuale dipendono da quali scelte avrà effettuato il management bancario riguardo all'operatività della banca : grado di impiego di risorse umane ; scelte di pricing ; canoni per eventuali dispositivi non di proprietà della banca ; ecc. Si ritiene unanimemente che la banca virtuale consenta risparmi di costo molto elevati rispetto allo sportello tradizionale ; per citare qualche esempio, si dice che "le nuove forme di distribuzione, complementari o alternative alle reti tradizionali, offrono già prodotti e servizi con strutture di costo difficilmente sostenibili dai canali tradizionali"[65] ; sulla stessa linea Ettore Pietrabissa scrive che "in generale il rapporto costi/benefici di una rete virtuale è molto favorevole" [66] ; ed ancora "il differenziale di costo operativo tra un nuovo canale bancario e un canale tradizionale può raggiungere il 40% o più" [67] ; infine "una volta stabilito, il suo costo di mantenimento [phone banking] è limitato"[68]. Dati di costo concreti, limitati al caso della banca telefonica, sono apparsi su un articolo del 1996[69] : a parte il caso della Rasbank che avrebbe speso per investimenti iniziali, 4-8 miliardi, mentre per gli investimenti tecnologici le spese ammonterebbero ad "alcuni miliardi", Area Banca sostiene di avere speso due miliardi in tecnologie informatiche, mentre avrebbe impiegato 800 milioni per la formazione del personale. Questi dati  così incompleti non possono certo soddisfare le esigenze di conoscenza dei costi di impianto di una banca virtuale, eppure, forniscono una informazione importante qualora vengano confrontati con i costi di impianto di uno sportello tradizionale. Per quanto riguarda i costi dell'operatività, il riferimento pressoché unanime della letteratura sulla banca virtuale, è stato uno studio del 1996 della Booz Allen & Hamilton Inc.[70] Dati recenti raccolti Dal Sole 24 Ore indicano che i costi per singola operazione, considerando quelli allo sportello come base di paragone pari a 100, sono: 66 per i call centre, 54 per gli ATM, e 25 sia per i servizi on line che per i risponditori automatici. Per i dati relativi al prezzi richiesto ai clienti, si rimanda al capitolo n° 4. Il vantaggio di operare tramite i canali dell'home banking,  è quindi evidente ed inequivocabile. In questi dati si comprende completamente la portata dirompente di questo nuovo canale: non soltanto permette di risolvere i notevoli problemi di costo delle banche, ma consentirebbe ad eventuali nuovi concorrenti, di condurre una concorrenza spietata alle banche tradizionali che difficilmente esse riuscirebbero a sostenere. Ma il vantaggio della operatività a bassi costi, sicuramente ottenibile da una nuova banca che entri nel mercato come banca virtuale, non è immediatamente utilizzabile da una banca che, già esistendo da anni sul mercato, ha a proprio carico una pesante e rigida struttura dei costi derivante dalla presenza sul mercato di diversi sportelli tradizionali. A meno che non si chiudano completamente tutti gli sportelli tradizionali esistenti, la diminuzione dei costi ipotizzata per il virtual banking non è immediata per una banca tradizionale. Infatti come già si notava in uno studio del 1984 : "la compressione dei costi operativi postula ovviamente l'effettiva possibilità di ridurre l'occupazione o di utilizzarla per altre attività, all'intensificarsi del processo di automazione. Si tratta di un aspetto molto delicato vista la rigidità dell'occupazione bancaria"[71]. Inoltre, essendo questa una modalità  di distribuzione innovativa, che il cliente italiano deve ancora assimilare, le banche devono attuare attente politiche di pricing dei servizi distribuiti sui nuovi canali, che spesso comportano l'adozione di tariffe promozionali non correlate ai costi, durante le fasi iniziali. Infine la virtualità aggiunge un ultimo costo consistente nella assunzione di personale qualificato al contatto virtuale, o perlomeno un costo per l'aggiornamento delle capacità professionali alla nuova realtà. Le considerazioni svolte poc'anzi mettono in luce il problema della virtualizzazione : il risparmio dei costi promesso dal virtual banking è, per il caso di banche già in essere, una promessa, che verrà mantenuta in un futuro  quando le banche sapranno alleggerirsi della loro struttura territoriale e quando gli utenti avranno accettato i servizi sui nuovi canali. Fino a quel momento la virtualità rappresenta per la banca tradizionale un costo nuovo, che va ad aggiungersi a tutti gli altri che già gravano sul bilancio. L'onere della virtualità promette tuttavia altri benefici oltre a quello dell'operatività a bassi costi. A parte i vantaggi per la banca di potere essere vicina al cliente, di poter distribuire prodotti e servizi in via continuativa, di potere servire più clienti nell'unità di tempo, di potere essere visibili in tutto il mondo, migliorando  nel cliente la percezione di qualità del servizio, nel caso di utilizzo di Internet i clienti della banca on-line consentono di ottenere buoni risultati in termini di redditività. A questo punto si capisce appieno la rilevanza del virtual banking: abbassa i costi ed eleva l