CAPITOLO  5

LA COMPRAVENDITA TITOLI NEL WEB

5.1 L’evoluzione storica: dall’Electronic Data Interchange al trading on line 
5.2 La situazione in Italia 
5.3 La situazione nei paesi esteri 
5.4 Alcuni aspetti legislativi 
5.5 Caratteristiche e potenzialità del trading on line 
5.6 Le relazioni tra i diversi canali distributivi 
5.7 La valutazione dei traders
5.8 Comparazione dei siti: operatori a confronto 
5.9 Alcuni siti rappresentativi 

I dati sono aggiornati al 28 novembre 1999, per informazioni aggiornate sul numero degli operatori presenti, collegarsi a WWW.NETZAPPING.COM e cliccare sull' apposito link, per conoscere le tariffe praticate dai traders, collegarsi al loro sito.

 

5.1 L' EVOLUZIONE STORICA: DALL' ELECTRONIC DATA INTERCHANGE AL TRADING ON LINE.

L'attivit bancaria internazionale è da anni in fase di evoluzione: il mondo sta diventando un unico mercato finanziario a orario continuato, nell'ambito del quale in una frazione di secondo vengono trasferiti per via elettronica miliardi di dollari. Lo svolgimento di operazioni finanziarie su scala mondiale presuppone la capacità di reagire rapidamente a eventi in paesi lontani, la disponibilità di informazioni aggiornate  e l'investimento di ingenti risorse in sistemi che garantiscano la possibilità di trasferire fondi e accedere a database in tempo reale. Le banche devono inoltre avere la flessibilità necessaria  per offrire nuovi servizi ad alto contenuto tecnologico.  Per affrontare queste sfide, alcune banche avevano cominciato a usare, negli anni 80,  i sistemi di trasferimento dei fondi (EFT) per offrire nuovi servizi compresi quelli di EDI (electronic data interchange). L'evoluzione dei mercati ha poi portato a una riduzione dei guadagni, “La concorrenza ha abbassato il livello delle commissioni proprio quando i clienti hanno cominciato a chiedere condizioni agevolate”[1]. La possibilità di scambiare un flusso di informazioni, rappresenta un notevole risparmio di tempo e di conseguenza una riduzione di costi soprattutto quando l'azienda abbia molti partners commerciali e intrattenga con loro rapporti stretti e stabili nel tempo.   L'EDI non è un sistema di pagamento, ma un modo standardizzato di inviare informazioni tramite banca, è una serie di procedure che consentono il trasferimento elettronico delle stesse. La tecnologia EDI è lo scambio da computer a computer di documenti d'affari in una forma che possa essere letta da un elaboratore imponendo uno standard d'uso. Un utente EDI deve avere la tecnologia necessaria per spedire, ricevere e interpretare i messaggi in arrivo; attraverso questo mezzo si arriva all'obiettivo di automatizzare, accelerare e semplificare il ciclo commerciale dell'impresa che se ne doti riducendo contemporaneamente i costi di transazione. La possibilità di dare all'azienda o al privato la possibilità di concludere una transazione finanziaria senza muoversi da casa, rappresenta per il cliente un grosso richiamo commerciale e per la banca una operazione tecnologica che può concludersi con alti guadagni. Per arrivare a questo risultato, c'è bisogno di un ulteriore pacchetto tecnologico, dato che il collegamento deve esistere sia fra fornitore e acquirente, sia fra le banche dei due attori della transazione finanziaria; la tecnologia che supporta questo scambio di dati si chiama EFT e consente agli istituti bancari coinvolti di scambiare, per via telematica, somme di denaro da un conto corrente ad un altro. L'unione fra l'EDI e l'EFT porta alla nascita del Financial EDI (FEDI) che si riferisce a questo scambio elettronico di pagamenti ; mentre l'EFT muove le somme di denaro tra i due istituti bancari, l'EDI rende disponibili i dettagli e gli altri dati che si riferiscono al pagamento ai due partner commerciali. Tuttavia, le due tecnologie telematiche, non sempre devono essere applicate contemporaneamente anzi per molti anni hanno seguito percorsi evolutivi differenti.   Il FEDI differisce dagli altri tipi di EDI per due importanti aspetti :

        Una operazione EDI non finanziaria coinvolge solo due partner commerciali (l'acquirente e il fornitore); nel FEDI invece devono essere coinvolte nella transazione anche gli istituti finanziari degli attori principali e un terzo istituto che fa da tramite e controlla il passaggio di denaro da una banca all'altra.

        Mentre l'EDI può essere condotto usando un solo standard di trasmissione il FEDI ha bisogno di due standard: uno per lo scambio di dati fra i due partner commerciali e l'altro per il trasferimento di fondi attraverso il sistema bancario.

Questa nuova tecnologia rende possibile eliminare tutti i documenti cartacei riguardanti la transazione. Questa semplificazione porta, di solito, ad un notevole innalzamento della produttività e ad un risparmio vistoso sui costi delle operazioni bancarie. Quantità di denaro possono venire trasferite in due modi diversi: trasferimento via cavo o attraverso una Automated Clearing House (ACH). Il primo sistema viene usato principalmente per spostare grandi somme di denaro quando la velocità di trasferimento è essenziale, ed è usato soprattutto dagli istituti bancari quando l’operazione avviene fra due di essi senza coinvolgere nessun cliente privato. Il maggiore sistema di trasferimento via cavo usato in ambito internazionale è lo SWIFT.  La Society for Worldwide Interbank Telecommunications (SWIFT) ha il compito di dare alle banche una linea di credito e deposito riservata, per rendere disponibile una serie di fondi e trasferimenti bancari nell'ambito internazionale. L'ACH, al contrario, è stato progettato come un servizio per la clientela privata, è usato per spostare somme di denaro relativamente piccole con un tempo di effettuazione che va da uno a tre giorni dal momento dell'ordine di pagamento. La clearing house prende tutti gli ordini di pagamento ricevuti durante il giorno dalle banche affiliate e sposta le somme dalla banca originaria (quella dove l'assegno è stato incassato o depositato) alla banca che paga (la banca contro la quale l'assegno è stato emesso), registra i trasferimenti e aumenta o diminuisce la disponibilità di contanti nei conti correnti interessati. Questo tipo di servizio è stato riconosciuto da tutti come il sistema di pagamento più appropriato per effettuare operazioni di Financial EDI.   Per la precisione ed efficienza  che lo contraddistinguono, l'EDI ha contribuito  alla diffusa accettazione, tra le banche, di tutti i servizi di Remote Banking. Infatti attraverso questi nuovi strumenti telematici è stato possibile fornire, a partire dai primi anni '80, il servizio di home banking. La potenza di calcolo dei PC è aumentata rapidamente, mettendo in grado il cliente di avere a disposizione una stazione di lavoro in grado di collegarsi alla banca per scambiare dati finanziari. I servizi di home banking hanno potuto così espandere la propria clientela e portare i loro benefici anche alle piccole imprese. Fino al 1994, circa, questi servizi erano molto costosi perché i supporti trasmissivi dovevano essere affittati a costi elevati, sicuramente non alla portata di un'utenza famigliare. Dal 1994 in poi due fattori hanno rivoluzionato questo settore informatico: la liberalizzazione di Internet e la verifica sperimentale che l'ambiente web fosse veramente adeguato alla transazione di documenti finanziari così delicati. Internet ha portato così all'allargamento della platea di utenti di questi nuovi servizi, gettando anche le basi per una maggiore dimestichezza con le “operazioni elettroniche” e quindi anche con il trading on line. Fino ad allora, infatti, per operare nel mercato azionario bisognava rivolgersi  a un broker, cioè a un intermediario finanziario. Le funzioni proprie del broker sono essenzialmente due: l'intermediazione in senso stretto, ovvero la  compravendita di titoli dal proprio terminale connesso al circuito telematico, e la consulenza, ossia la partecipazione attiva alle decisioni di investimento del risparmiatore. Alcune società di intermediazione ebbero l'intuizione di predisporre un servizio che riducesse le commissioni e al tempo stesso permettesse all'investitore esperto di fare a meno della consulenza del broker. Il risultato fu il discount brokerage, ovvero l'intermediazione scontata, che di fatto è il precursore all' on line trading. Nei primi mesi del 1996, la Security and Exchange Commission, l'omologo americano  della Consob italiana, ha espresso parere favorevole all'offerta dell' on line trading da parte delle case di brokeraggio statunitensi, che da quel momento hanno dato il via ad un vero e proprio crollo del costo di commissione per le transazioni eseguite dagli investitori privati.  L' on line trading è il servizio che consente agli investitori comuni di effettuare compravendita di titoli del mercato finanziario via Internet. Le dotazioni minime richieste al risparmiatore intenzionato ad operare via web sono un personal computer di medie prestazioni, un modem, un contratto di abbonamento a un provider, e naturalmente un contratto di negoziazione con una società che offra il servizio di on line trading. Negli Usa è un fenomeno ormai radicato, in Europa invece, la possibilità di negoziare azioni e altri valori direttamente dal proprio PC è agli inizi. Uno studio condotto dalla società Jupiter Communications[2] prevede che entro il 2003 gli utenti Internet investiranno nei servizi di brokeraggio online più di 3.000 miliardi di dollari, contro i 415 miliardi del 1998.

 

 

5.2 LA SITUAZIONE  IN ITALIA

 

Anche se negli Usa, l’on line trading ha assunto proporzioni impressionati, con oltre 8 milioni di conti  dedicati a questo servizio, in Italia solo ora sta diventando una realtà con la quale gli operatori dovranno presto confrontarsi. Per ora[3] si tratta di alcune migliaia di neofiti: 2500 clienti per Directa e banche collegate, 3000 con Fineco e altri 1200  clienti operano con Mediosim. Ogni giorno si collegano alla rete da 3.500 a 5mila trader, a seconda delle vivacità del mercato. La platea degli investitori e i volumi crescono a ritmi che sorprendono gli stessi operatori, così come successo in altri paesi. Dalla metà del 1999 altre banche si sono attivate per offrire un servizio di on line trading, tra queste Banca di Roma, Banca agricola Mantovana, Banca popolare di Verona, il gruppo di banche Raiffeisen, la Cassa di risparmio di Firenze, quella di Rimini, Cassa rurale di Pergine, Banca Sella, Cariplo, e BPM[4] . Inoltre, grazie alla collaborazione con Milano Finanza, oltre alla Banca Popolare di Verona, altre 11 banche si apprestano ad offrire servizi di trading on line. Inoltre è in fase terminale un progetto che renderà disponibile, entro la fine del ’99, un nuovo, evoluto ed originale sistema di negoziazione titoli, creato con il contributo di partner sia tecnologici  che bancari e finanziari. “MultiTrade” offrirà un evoluto sistema di piattaforma ‘multibanca’ e multibrowser per l’on-line  trading, basato completamente su tecnologia Microsoft[5], con la partecipazione importante di Cedacrinord[6]. Aderendo a questa iniziativa, gli Istituti di Credito potranno mettere a disposizione della propria clientela un evoluto ‘front-end’ Internet, co-branded con Il Sole 24 Ore e caratterizzato da un aggiornatissimo e ampio servizio di informativa, garantendo così agli investitori un avanzato servizio di on-line trading. Anche tramite link su MSN Italia, i clienti, con grande semplicità, potranno da un unico e riconosciuto punto di accesso, disporre così dei servizi di on-line trading degli Istituti di Credito presso i quali hanno conti di deposito titoli. Il Sole 24 ORE, che è già presente con informativa finanziaria in tempo reale nei servizi già oggi operativi, ritiene con questa iniziativa di poter garantire un sicuro e notevole sviluppo all’attività dell’intermediazione finanziaria su Internet.   Secondo stime Directa, a fine 1999 il trading italiano dovrebbe arrivare a 12 mila miliardi di valore intermediato. Secondo Prometeia, invece, dovrebbe raggiungere l'anno prossimo commissioni per 150-200 miliardi[7]. Per Intermobiliare securities, entro tre anni in Italia potrebbero operare oltre 500 mila investitori in rete. Questa crescita è alimentata da una serie   di spinte convergenti: l'insoddisfazione verso i servizi tradizionali delle banche,  la ricerca di rendimenti più alti, la scoperta delle libertà che Internet consente, nonché la ricerca di uno stile di vita ultra flessibile, dove il trading on line si integra perfettamente. Questo fenomeno si può generalizzare all'intera Europa. Secondo J.P. Morgan[8], entro la fine dell'anno nei sei principali Paesi dell'Unione europea ci saranno 900 mila conti di trading sul web, che diventeranno 8,3 milioni entro il 2002. Il tasso di crescita dei nuovi investitori sarà più alto di quello americano, che era attorno al 20% e ora sembra in discesa. Ecco perché i broker on line americani più famosi, come Charles Schwab, E-Trade e DLJ Direct, hanno intenzione di operare in Europa; e perché, in diversi Paesi compreso il nostro, le Sim stanno aprendo un canale virtuale, o ne stanno sorgendo di nuove focalizzate solo su Internet.  Da una ricerca condotta dal Corriere della sera su questo fenomeno[9], appare  che i trait d'union delle varie esperienze personali siano: tenersi informato, monitorare gli eventi, studiare libri sull'argomento, ed evitare l'improvvisazione. Tutti gli intervistati assicurano risultati superiori  ai classici investimenti. I vantaggi non sono solo in termini di velocità e risparmio, ma anche per la riservatezza: nessuno, oltre al sistema, conosce le proprie operazioni. Un singolo risparmiatore può dimezzare i costi, passando dall' 0.7% praticato originariamente dalle banche all’ 0.3%,  ma per i grossi investitori i costi si riducono ulteriormente. Ne potrebbero approfittare i gestori italiani dei fondi comuni,  rinomati per esigere un livello di commissioni tra i più alti del mondo. Queste società, potrebbero utilizzare le nuove tecnologie per abbassare i costi , prima di essere costrette a farlo dall'irrompere sui mercati di nuovi operatori, soprattutto stranieri.  Per le banche italiane che non offrono il servizio di trading, ad un questionario predisposto appositamente, hanno risposto solo in quattro[10]. Tutte hanno in programma, a breve, di attivare questo servizio, Carifirenze e la Banca di Bolzano sono già alla fase finale dei test.  Tutti gli istituti concordano nel definire la possibile utenza futura, definendo un bacino di utenza di oltre un milione di persone. Diversità, invece, appaiono nelle somme che verranno investite come budget per il trading nei prossimi anni, tra i 100 e i 150 miliardi per il Banco di Desio , e attorno ai 400 miliardi per la Cassa di Risparmio di Firenze. A testimonianza di questo nascente interesse per l’on line trading ,sono apparsi in rete due giochi simulanti il trading on line. Il primo, in ordine di apparizione sulla rete, è FantaStock[11], una simulazione in tempo reale di una strategia di investimento globale. Gli utenti possono acquistare e vendere azioni da più mercati internazionali (Italia, USA, Germania, Far East, Francia...), con tutti i prezzi azionari aggiornati ogni 20 minuti. Il capitale iniziale è di 100.000 Euro: tutti i prezzi azionari sono espressi in questa moneta. Le azioni la cui quotazione all'origine è espressa in una diversa valuta sono convertite istantaneamente secondo i tassi di cambio di FantaStock (che vengono aggiornati ogni 20 minuti).  Per acquistare azioni è necessario selezionare il mercato in cui si vuole operare, poi si sceglie l'azione e infine la quantità (il lotto minimo è 100); la vendita invece, avviene dal proprio portafoglio, pagando per ogni operazione  una commissione virtuale dello 0.3%.  Nonostante questo gioco sia gestito da un privato, senza fini di lucro, appare decisamente più strutturato, meglio gestito e più simile alla realtà rispetto a Virtual Trading, il gioco offerto a tutti i navigatori Internet dalla Banca Nazionale del Lavoro dal 2 novembre 1999,  dove, ottenuta login e password il giocatore ha accesso al proprio portafoglio virtuale personalizzabile, avendo l’obbiettivo di massimizzarne il valore entro fine settimana. Al primo accesso il giocatore trova una liquidità di 100.000 Euro pronta ad essere investita. Dalla sezione “portafoglio personale” può rivendere i titoli acquistati e monitorare la composizione ed il valore del portafoglio. La sezione "mercato" comprende l’elenco di tutti i titoli azionari italiani e alcuni titoli Internet selezionati dal NASDAQ di New York. Per acquistarli è sufficiente selezionare il titolo e indicarne la quantità.[12] Tutte le operazioni di acquisto e vendita devono essere effettuate entro le ore 14.00 e vengono valorizzate in base alle quotazioni di chiusura della giornata di borsa. Durante la giornata il portafoglio mostra solo un valore indicativo, quello effettivo sarà visualizzato solo dopo tale valorizzazione. Gli ordini pervenuti dopo le ore 14.00 modificano la composizione di portafoglio del giorno successivo. Qualsiasi ordine di acquisto o vendita comporta una commissione di transazione pari allo 0,05%. Questo gioco prevede delle manches settimanali e mensili, con la nomina  del relativo vincitore e, alla fine, durante la manche finale, verrà eletto il vincitore assoluto. Il fatto che una banca spenda tempo e risorse per creare e gestire una simile attività, è sintomatico di quanto  il management  italiano stia guardando con attenzione al trading on line e stia sondando la situazione  per adeguare le proprie strategie operative.



5.3 LA SITUAZIONE NEI PAESI ESTERI

 

Il trading on line muove quasi 400 miliardi di dollari negli Stati Uniti, cifra che equivale a un terzo del trading effettuato dagli investitori privati e al 26% per quelli istituzionali, tanto che da qualcuno è visto come una possibile minaccia di cannibalizzazione per i canali tradizionali. Nel primo trimestre 1999 il fenomeno è cresciuto del 47% sul periodo precedente, che aveva fatto registrare un aumento del 34 %, tuttavia nel secondo trimestre, il volume degli scambi on line è aumentato solo dell'8-10%,mentre la crescita normale dovrebbe essere attorno al 15%[13]. Se il trading on line rallenta la sua corsa ci saranno impatti negativi sui titoli Internet, in quanto i due elementi sono strettamente collegati, perché gli investitori che operano con broker on line impegnano in media il 40% del loro portafoglio azionario su titoli Internet; e se il valore delle azioni legate alla rete diminuisce e gli investitori vendono, i trader virtuali ne risentono immediatamente. Sono gli acquisti che creano il volume, non tanto le vendite; anche perché non si vende tutto lo stock per intero, ma solo una parte. Per il trading, le proiezioni Credit Suisse First Boston[14] parlano di tremila miliardi di dollari di asset entro il 2003, obbiettivo raggiungibile  ma con maggiori difficoltà del previsto,  puntando sempre più su mercati esteri, come quello europeo, molto sfaccettato e complesso. Già nel primo trimestre 1998 Schwab, uno tra i maggiori broker statunitensi, ha fatto transitare sulla rete il 48% delle sue transazioni azionarie, con una crescita del 50% rispetto all’anno precedente. Il broker americano ha avuto una crescita del fatturato del 25% con l’ulteriore vantaggio di immagine, di crescere praticando commissioni estremamente basse via Internet. Probabilmente in America hanno capito che le microtransazioni sono la nuova leva su cui puntare e stanno applicando questo concetto anche al mondo finanziario. L’aspetto più evidente è quello delle tariffe. Secondo Weiss ratings[15] un investitore può risparmiare via Internet fino al 77% sulla commissione dovuta per una transazione media. Ovviamente, deve possedere un feeling con un canale che può risultare impersonale e sottoposto a problemi tecnici che a volte ritardano l'esecuzione degli ordini. I broker tradizionali, rimangono esclusi dal mondo dei wired investors, proponendosi ancora con commissioni esose, se paragonate a quelle dei nuovi broker digitali[16]. In ciò sta il successo, almeno in parte, di società come Schwab, Ameritrade, Datek, Dij, Suretrade, Accutrade[17], che riescono a trattare in rete perfino futures, pensioni private e fondi comuni nazionali ed esteri.  In Francia, i brokers specializzati sono al momento solo una trentina (di cui la metà relativa a importanti istituzioni bancarie e di brokeraggio), mentre la clientela che era attorno a 20mila persone nel ’98, potrebbe arrivare a 50-70mila per fine anno. Le transazioni tramite web sono, dunque, ancora agli albori. Il fenomeno sta comunque gradualmente prendendo piede, insieme al contemporaneo espandersi di Internet che non è ancora uno strumento a larga diffusione, tenuto conto probabilmente del fatto che il Paese è la patria del Minitel che può essere considerato come l’antesignano dell’attuale rete elettronica. Le potenzialità sono più che confortanti e le transazioni azionarie via web stanno facendo sempre più accoliti, grazie ai costi più contenuti, ma anche al fatto che via Internet il mercato si allarga automaticamente da quello domestico a quello mondiale. Secondo una recente proiezione[18], nel 2000 dovrebbero essere 300mila i risparmiatori francesi calamitati dalle transazioni via Internet, per arrivare a superare il tetto del milione nel 2002, e tutte le principali istituzioni francesi hanno varato strutture ad hoc per non essere esclusi da questo mercato, sulla scia dell’ingresso in Francia dei grandi operatori stranieri, di matrice statunitense. Istituzioni bancarie come Paribas (con Cortal), ma anche Société Generale (con Fimatex), le banche popolari (con Bourse Direct) e Crédit Agricole (con Cpr), sono tutte presenti in questo nuovo business con un numero di clienti che va da un minimo di qualche migliaio a un massimo di circa 10mila.  Anche in Asia il trading on line sta diventando una realta' veramente importante. Caso eclatante, quello della Corea: gli analisti prevedono che entro la fine dell'anno piu' del 30 % degli acquisti di azioni transiterà via Internet.

 

 

5.4  ALCUNI  ASPETTI  LEGISLATIVI

Azioni, obbligazioni, fondi comuni d'investimento e servizi di consulenza sono scambiati ogni giorno attraverso Internet nei mercati più disparati. Le offerte provengono da autorevoli intermediari italiani o stranieri ma anche da sconosciuti, rendendo  difficile distinguere le proposte serie dalle truffe. Internet annulla le distanze ed elude potenzialmente le regole nazionali di sorveglianza sui mercati finanziari. La Consob, ha adottato una comunicazione di carattere generale con la quale rende noto il proprio orientamento sul problema della promozione e del "collocamento di prodotti finanziari e servizi di investimento tramite Internet", per disciplinare la "promozione ed il collocamento a distanza" di servizi finanziari offerti attraverso la rete telematica. E' stato chiarito che i siti Internet e la posta elettronica sono tecniche di comunicazione a "distanza" disciplinate dal Regolamento Consob 11522/98 (artt. 71-76). Un sito, infatti, può contenere sia strumenti di interazione con l'investitore, sia documenti e messaggi con contenuto promozionale o negoziale che realizzano, di fatto, un'offerta permanente rivolta alla generalità del pubblico. La facilità dell'accesso ad un sito, il basso costo, gli strumenti di interazione, la possibilità di accesso involontario (attraverso link o motori di ricerca) rendono irrilevante, ai fini dell'applicazione di questa disciplina, l'impossibilità per il gestore di un sito di stabilire il contatto con gli investitori di propria iniziativa. Analogamente, la possibilità di utilizzare la posta elettronica per inviare documenti o messaggi a contenuto sia informativo che promozionale o negoziale e di dialogare con singoli investitori, rendono certamente l'e-mail una tecnica di comunicazione a distanza sottoposta alla disciplina del Regolamento 11522.  Per la posta elettronica, l'attività deve considerarsi svolta in Italia se il destinatario del messaggio è residente in Italia. Nel caso di attività realizzata attraverso un sito, la Consob ha escluso che essa possa considerarsi rivolta ai residenti in Italia se il sito non rende possibile agli investitori residenti in Italia di dar seguito alle promozioni o alle proposte negoziali presenti nel sito. La Commissione ha stabilito che, se ricorrono alcune circostanze che fanno ritenere le proposte d'investimento di qualche intermediario rivolte ad un pubblico italiano, allora le regole da rispettare sono quelle italiane anche se l'intermediario è domiciliato altrove. Gli elementi distintivi  da considerare, anche se la lista non è esaustiva, sono:

        la presenza nel sito di riferimenti a fatti e circostanze relativi all'Italia (ad esempio: andamento di indicatori economici e finanziari, imposizione fiscale, rendimenti di prodotti finanziari e servizi di investimento, etc.);

        l'utilizzo della lingua italiana;

        l'indicazione di prezzi e importi in lire italiane.

Quanto alle circostanze connesse, gli elementi che possono far ritenere che un sito sia rivolto a residenti in Italia, sono:

        l'operatività in Italia di intermediari (o altri soggetti non abilitati) attraverso i quali è possibile dare seguito o aderire alla promozione o al collocamento;

        la diffusione di informazioni in Italia, inclusa l'effettuazione di campagne informative o pubblicitarie, individualizzate o di massa, aventi oggetto analogo al contenuto del sito, con i diversi mezzi di comunicazione disponibili, siano essi classificabili o meno come tecniche di comunicazione a distanza;

        la reperibilità del sito tramite motori di ricerca italiani o specializzati sull'Italia o che comunque consentano di effettuare ricerche mirate su siti che rivestano interesse per i residenti in Italia.

Infine, anche quando non ricorrano i criteri su indicati, la Consob si riserva il diritto di considerare un sito web rivolto ad investitori domestici "sulla base di una valutazione specifica", come ad esempio il numero dei residenti aderenti a proposte finanziarie per il tramite di quelle pagine telematiche. L'attribuzione di una "cittadinanza italiana" a un sito web comporta l'obbligo  di rispettare tutte le normative previste in Italia a tutela degli investitori. Chi svolge attività di promozione o collocamento attraverso Internet deve essere un intermediario autorizzato, i  prospetti informativi e i documenti sui rischi dello investimento devono essere resi disponibili ai risparmiatori. L'unica possibilità di sottrarsi ai rigidi vincoli della regolamentazione italiana è legata alla presenza nel sito di avvertenze esplicite ed evidenziate che chiariscono che il contenuto del sito è  diretto soltanto a residenti in stati diversi dalla Italia poiché non è conforme alla normativa vigente in Italia; e comunque, il gestore del sito effettivamente rifiuta adesioni o richieste provenienti da investitori residenti in Italia. Il Regolamento 11522 (art. 76) prescrive l'utilizzo dei promotori finanziari se la tecnica di comunicazione a distanza consente la comunicazione individualizzata e l'interazione rapida. L'obbligo viene meno se l'attività viene svolta su iniziativa dell'investitore, a meno che tale iniziativa non sia stata sollecitata con messaggi personalmente indirizzati all'investitore. Secondo la Commissione, l'obbligo di utilizzo di promotori nella promozione e nel collocamento tramite un sito Internet non è configurabile in ragione delle caratteristiche tecniche dello strumento. Al contrario, in caso di utilizzo della posta elettronica, gli addetti all'interazione tra intermediario ed investitore devono essere promotori finanziari.  L'intermediario non è tenuto ad utilizzare promotori per inviare: messaggi di conferma delle disposizioni impartite; documenti anche contrattuali, su richiesta dell'investitore non sollecitata dall'addetto, necessari per l'acquisto e la sottoscrizione di prodotti finanziari o per l'avvio di rapporti riguardanti la prestazione di servizi di investimento con l'intermediario stesso od altri intermediari; informazioni descrittive dell'offerente, dei servizi di investimento o dei prodotti finanziari offerti. L'addetto che non sia promotore deve sempre astenersi dall'utilizzo della posta elettronica per inviare proposte a contenuto negoziale o promozionale. Tuttavia una simile interpretazione non dissipa tutte le incertezze interpretative su quando vi sia l'obbligo di ricorrere ad un promotore finanziario. Questa regolamentazione Consob ha un impatto potenzialmente assai vasto. Tutto dipenderà dalle forze che la commissione di vigilanza riuscirà a rendere disponibili per realizzare un efficace monitoraggio della rete. I nuovi indirizzi di vigilanza "telematica" attuano i suggerimenti proposti da organismi internazionali di regolamentazione (Iosco) e già applicati da paesi in cui il fenomeno Internet è più diffuso (Usa). Proprio negli Stati Uniti la task force costituita dalla Sec (l'organo di vigilanza) è composta da diverse centinaia di funzionari.  In Italia, invece, una struttura analoga deve ancora essere creata. C'è da rilevare, inoltre, che la Consob con la suddetta comunicazione, ha confermato l’impostazione a favore di un principio, quello delle regole di vigilanza del paese del consumatore, messo recentemente in discussione dalla CEE, perché nelle proposte per la direttiva europea sul collocamento a distanza di servizi finanziari è stato infatti chiesto che le regole di condotta degli intermediari siano quelle del loro paese d'origine. Le implicazioni connesse a queste diverse impostazioni, esulano dal tema della tesi, tuttavia incideranno notevolmente nelle diverse realtà di trading on line.  Le imposte sui guadagni derivanti dalle operazioni di borsa sono regolate da una recente legge. Le aliquote  applicate sono due: il 27% sui capital gain di partecipazioni azionarie e qualificate superiori al 2% del capitale sociale, e il 12, 5% per le restanti operazioni. I regimi d'imposizione si possono suddividere in tre principali categorie.

1.   Regime del risparmio gestito: utilizzato per i capitali investiti in fondi comuni o in  gestioni patrimoniali;

2.   Regime del risparmio amministrato: utile per le operazioni eseguite dagli investitori, in cui la sim o la  banca che hanno gestito le  operazioni relative all'intermediazione trattengono l'imposta per l'eventuale plusvalenza realizzata, consentendo agli investitori di rimanere nell'anonimato;

3.   Regime ordinario: in questo caso, gli investitori deve computare le plusvalenze sulle proprie compravendite, e successivamente indicarle insieme agli altri redditi nella propria dichiarazione fiscale.

Gli ultimi due possono essere scelti dagli investitori operanti via Internet. In ogni caso si tiene conto delle minusvalenze realizzate sottraendole all'ammontare di plusvalenze totali. Per chi si appoggia a intermediari on line non italiani, la questione si complica, in quanto per costoro, l'unico regime applicabile è l'ordinario, con il risultato non indifferente della perdita dell'anonimato.

 

 

5.5  CARATTERISTICHE E POTENZIALITA' DEL TRADING ON LINE

 

Gli effetti principali dell'on line trading sono due:  la riduzione delle commissioni   e la rapidità di esecuzione dell'ordine di compravendita. Quest'ultimo vantaggio è legato alla modalità di inserimento degli ordini  e alla qualità dello stesso. Infatti, è l'investitore privato che formula l'ordine e lo immette da casa. Il comando viaggia in forma digitale fino al terminale della società di intermediazione e da questo si riversa sul mercato telematico per essere eseguito. Altri due effetti  del l'on  line trading sono la maggiore trasparenza nelle operazioni, grazie all’immediato riscontro della ricezione dell’ordine sul proprio pc, e la responsabilizzazione degli investitori. Una buona cultura economica e la disponibilità in tempo reale di notizie, dati e analisi che permettano di investire consapevolmente sono alla base del successo del on line trading. Il problema della sicurezza è trattato da tutti i trader; Fineco utilizza la criptazione a 128 bit  e i certificati digitali personali. In questo modo nessuno può intercettare le informazioni  o inoltrare ordini al posto di altri. Nei certificati digitali è infatti inserito un P.I.N. necessario per operare, che nessuno al di fuori del cliente conosce. Mediosim specifica solamente che  la sicurezza nella comunicazione è garantita tramite un algoritmo di crittografazione Triplo Des a 164 bit; inoltre elenca i requisiti minimi di hardware richiesti: PC con processore di tipo Pentium, 32 Mbyte di RAM, Video 17 pollici, lettore CD ROM e un modem a  28.800 bauds. Il complesso dei programmi, completo dei dati anagrafici del cliente, viene caricato dal cliente seguendo la procedura esposta in una guida, oppure dai tecnici Mediosim su richiesta. E-cortal  prescrive gli stessi requisiti, ed è l’unica società ad indicare i parametri anche per i computers Mac: versione PowerPC o superiore, imac Memoria: 16M. La società chiede inoltre, di assicurarsi che il browser sia compatibile per l'anno 2000.  La commissione media degli on line broker americani è di 15 dollari contro i 240 dollari richiesti dal broker tradizionale, in Italia si  è arrivati a  commissioni pari al 50 per cento del prezzo praticato normalmente da banche e sim. Anche in Germania  le commissioni  sono estremamente ridotte, garantendo grande risparmio rispetto ai canali tradizionali. Anche se non è ancora possibile, vista la novità del fenomeno, conoscere con precisione i costi del trading per le banche, quanto incidono le strutture dedicate al servizio sul totale aziendale, che risparmi si possono ottenere , a livello di costo, tempo e impiego del personale, rispetto all’ utilizzo dei canali tradizionali, per i clienti i vantaggi in termini di costo sono evidenti. Ogni trader utilizza le proprie tariffe e commissioni, talvolta praticando articolate segmentazioni, dovute alle necessità dei diversi mercati, o in seguito a precise politiche aziendali. L’unico dato certo è un trend di discesa, che ha portato le commissioni dal 7% dei canali tradizionali al 3,5% registrato a giugno per arrivare oggi[19], attorno al 2%. Questa situazione è destinata a permanere, per l’entrata di nuovi operatori, italiani e stranieri. L’impressione, è che i nuovi trader, dovranno affrontare ingenti costi per poi ottenere limitati profitti, a meno che, i bassi ricavi non siano compensati dall’elevato numero di operazioni eseguite.  La tabella 5.1 compara le diverse tariffe di base[20] praticate dagli offerenti il servizio, che saranno analizzate dettagliatamente in seguito.  Le commissioni applicate da Directa erano inizialmente del 3 per mille, (2 per mille per i clienti “Trader”), con tetto massimo di 90.000 lire per ciascun eseguito. Superati i 5 miliardi di intermediato, le commissioni scendevano al 2 per mille, sempre con il medesimo tetto massimo. A partire da febbraio 1999, le commissioni si sono ulteriormente abbassate; si è passati al 2 per mille (1,4 per mille per i clienti “Trader”) e lire 50.000 massime per eseguito, fino al controvalore di un 1 miliardo (sull'importo eccedente viene applicata la commissione dello 0,05 per mille). Non esistono spese per ottenere le quotazioni di borsa in tempo reale.

 

Tab.5.1: quadro sinottico delle commissioni praticate. (dati a novembre 1999)

TRADER

COMMISSIONI DI BASE  (mercato azionario italiano)

Directa sim

2 per mille ; 1.4 per mille per clienti trader;

Fineco

1.95 per mille; sconto del 50% per importi superiori a 1.000 Euro

E-Cortal

18.09 Euro ; 0.36 per mille per importi superiori a 5.000 Euro di cv.

Banca Sella

2.85 per mille

Mediosim

3 per mille per importi minori di 20.000 Euro di cv.;

2 per mille per importi tra i 20.000 e i 40.000 Euro di cv.;

1.5 per mille per importi tra i 40.000 e i 50.000 Euro di cv.;

1 per mille per importi oltre i 50.000 Euro di cv.

B.C.C. di Brescia

2 per mille ; 0.05 per mille sugli importi superiori al miliardo di cv.

B.C.C di Castenasco

2 per mille ; 1.4 per mille per clienti trader

Banca P. di Verona

Dal 3.5 per mille al  2.7 per mille a secondo del tipo di contratto

C.di Risp. Di Rimini

2 per mille ; 1.4 per mille per clienti trader

Banca P. di Milano

2 per mille ;

C.Rurale di Pergine

2 per mille ; 1.4 per mille per clienti trader

B.C.C. di Manzano

2 per mille ; 1.4 per mille per clienti trader

 

Fonte: Elaborazione personale

 

Con  queste tariffe Directa è stata il broker meno caro in Europa ed uno dei più convenienti al mondo,( fino all’attivazione del servizio della Banca popolare di Milano), lo scopo  di ciò è molteplice: consentire ai clienti di operare professionalmente intra–day e rimarcare la notevole differenza con altre realtà presentatesi sul mercato. Questa riduzione è stata resa possibile dallo straordinario incremento di intermediato e di clientela avvenuto nel 1999.[21] Fineco utilizza un sistema di tariffe molto differenziato, basato sull'Euro  e non sulla valuta italiana, offrendo commissioni  al 1.95 per mille[22], (Tab.5.2) con tetto massimo di 19.95 Euro per ordine eseguito, grazie al quale, a prescindere dall'importo transato, non si spendono più di 39.000 lire per operazione[23].  La società offre l'attivazione gratuita e la tenuta del conto corrente a costo zero, così come le quotazioni in tempo reale e le notizie economiche del Sole 24 Ore – Radiocor.

 

Tab. 5.2: prospetto delle tariffe Fineco nell' area Euro

AREA EURO

COMMISSIONI

NOTE

ITALIA     MTA

1.95 per mille

19,95 Euro max. - 2,5 Euro min

FRANCIA     SBF

1.95 per mille

19,95 Euro  + diritto fisso         

GERMANIA   XETRA

1.95 per mille

19,95 Euro  + diritto fisso         

Fonte: Fineco online, www.online.fineco.it/cosa_offre/rapido

 

In Francia e Germania  le commissioni generate sono estremamente ridotte, inoltre il trader applica uno sconto del 50% sulle commissioni oltre i 500 Euro mensili. Se in un mese esse sono pari a 1.000 Euro, grazie allo sconto diventano 750 Euro; Ciò significa che, quando in un mese si superano 500 Euro di commissioni, da quel momento le aliquote vengono sostanzialmente dimezzate. La tabella riportata  di seguito, contiene qualche esempio dei vantaggi che una formula come questa  garantisce: ( Tab5.3)[24]

 

Tab. 5.3 : esempio della tariffa nel mercato italiano

Se l'ordine è pari a

La commissione applicata è

5.000 Euro

13.75 Euro pari al 2.75 per mille

10.000 Euro

27.50 Euro pari al 2.75 per mille

20.000 Euro

49 Euro pari al 2,45 per mille

40.000 Euro

49 Euro pari al 2,45 per mille

50.000 Euro

49 Euro pari al 2,45 per mille

Fonte: Fineco online, www.online.fineco.it/cosa_offre/rapido

 

Nei mercati stranieri vi sono due tipi di costi: il diritto fisso di 29,95 Euro e la commissione variabile del 1.95 per mille, quindi il costo totale comprende sia la parte variabile che la parte fissa. Il funzionamento della formula tariffaria è mostrato nella tabella n° 5.4. Per il mercato statunitense la situazione è differente perché il calcolo delle commissioni sugli ordini effettuati negli USA si basa sul numero di azioni scambiate e non, come per i mercati europei, sul valore transato. La diversa modalità di calcolo deriva dal fatto che negli Stati Uniti la Borsa stessa (il NASDAQ, appunto) utilizza il numero di azioni come parametro di costo per le SIM che scambiano titoli sul mercato.

Tab.5.4: prospetto commissioni sui mercati di Francia e Germania

Se l'ordine è pari a

Il costo totale per eseguito è

10.000 Euro

27,5+29,95=57,45 Euro   pari al 5,75 per mille    

25.000 Euro

68,75+29,95=98,70 Euro   pari al 3,95 per mille

50.000 Euro

137,5+29,95=167,45 Euro  pari al 3,35 per mille

Fonte: Fineco online, www.online.fineco.it/cosa_offre/conveniente

 

Fineco calcola le commissioni sugli ordini rivolti al mercato USA in base a due criteri, a seconda del numero di azioni scambiate durante ogni transazione; per gli ordini fino a mille azioni si paga una quota  fissa di $29.95, mentre per operazioni superiori alle mille azioni si pagano solamente 3 Centesimi per azione scambiata. In entrambi i casi è comunque presente un risparmio rispetto a quanto si pagherebbe tramite i canali tradizionali. Per operare nel mercato USA è necessario disporre di dollari americani , e la società offre un servizio unico nel panorama del trading on line italiano: la possibilità di cambiare Euro in dollari e viceversa direttamente on line, in tempo reale e senza alcuna commissione. Quando si aderisce al servizio e si  sottoscrive l'attivazione della negoziazione sul NASDAQ, questa Sim. attiva direttamente un sottoconto in valuta. In questo modo si possono cambiare le due valute, effettuare gli investimenti negli Stati Uniti,  oppure tesoreggiare i dollari finchè non converrà convertirli in Euro.  Per  aprire un conto presso E-cortal  bastano mille Euro e non sono previste spese di apertura, tenuta e chiusura del conto. Gratuiti sono anche i bonifici interni e le note di addebito. La custodia dei titoli e dei valori costa lo 0, 24% annuo per giacenze inferiori ai 100.000 euro, per quantità superiori è gratuita. Esiste comunque un costo minimo per dossier di 24.12 Euro, che si aggiunge ai 7.24 Euro mensili del canone di servizio, anche se  esso è gratuito  fino al 31 dicembre 1999. Le commissioni di brokeraggio , per gli ordini "al meglio"  sono di 18.09Euro per un importo fino a 5.000 Euro e dello 0,36% oltre tale cifra. Sugli altri tipi di ordine, sono di 42.21Euro per un importo fino a 5000 Euro di controvalore. Per cifre superiori, la commissione scende all’0.84 per mille, fino a diventare dello 0.12 per mille, per un intermediato di oltre centomila Euro di controvalore per  singolo ordine. Sono previste anche tariffe per ordini inoltrati tramite telefono, posta o fax, dove gli scaglioni sono stati modificati.[25] Bisogna poi aggiungere le diverse tasse dei mercati stranieri; se Parigi e Amsterdam non ne  fanno pagare nessuna, New York, Londra e Zurigo chiedono una percentuale sull’importo lordo[26], mentre Francoforte chiede lo 0.04% sui titoli del DAX e lo 0.08% per tutti gli altri. Madrid, invece, usa un articolato sistema con undici scaglioni differenti.  La società Mediosim utilizza un criterio completamente diverso, basato su una serie di scaglioni, applicando comunque, per il mercato azionario, una commissione massima di 60 Euro per ordine. Dettagliatamente , le commissioni di negoziazione sono riportate nella seguente tabella. ( Tab.5.5). Questa sim offre gratuitamente  il programma Index,  la nota informativa mensile, e la spedizione giornaliera di conferma sulle operazioni con i derivati. Tuttavia bisogna pagare 120 Euro per i servizi di Custodia e Amministrazione Titoli, altri 51.13 Euro per spese bolli annui, e 30 Euro per ogni licenza aggiuntiva. Inoltre ogni operazione che richiede l'utilizzo di assegni bancari e circolari o  bonifici costa 10 Euro, i costi di negoziazione e regolamento vengono pagati con un Euro per operazione così come per il trasferimento titoli dal dossier dove vengono richiesti 10 Euro.  Per una tipologia di contratto, denominato “self in@ffari”, la soglia minima di ingresso per i sottoscrittori è di  Lit. 50.000.000. Agli investitori con oltre 130.000,00 Euro (pari a Lit. 251.715.100) di giacenza media mensile sul portafoglio vengono applicate commissioni della seconda fascia.  Banca Sella, uno dei primi istituti a praticare trading on line, aveva iniziato proponendo una commissione del 3.5 per mille[27] sul controvalore trattato, ma a partire dal mese di luglio l’ha abbassata al 2.85 per mille. Se le operazioni vengono compiute tramite succursale o con il servizio di phone banking le commissioni sono del  7 per mille. Inoltre per ogni conto titoli vi sono delle spese dovute ai  bolli imposti dallo stato per apertura conto titoli (£ 20.000), altre spese annuali  per bolli (£ 49.500) e la spesa per l’invio dell’ estratto conto (£. 2.900). Sulle obbligazioni vengono applicate commissioni di  £ 2000 per milione, con un tetto massimo annuale di  £ 40.000. Tuttavia le varie spese sono concordabili con la succursale anche a seconda del tipo di conto aperto. 

 

Tab. 5.5 : commissioni di negoziazione Mediosim.

FASCIA

MERCATO

COMMISSIONI

SCAGLIONI DI COMMISSIONI ANNUALI

FASCIA 1

Azionario*

3 per mille

fino a 20.000 Euro

Obbligazionario

1,5 per mille sul ctv contratto

Iso Alpha su azioni

1,5 per mille sul ctv del sottostante

Fib 30

Euro 25 per contratto

Mibo 30

Euro 15 per contratto

FASCIA 2

Azionario*

2 per mille

fino a 40.000 Euro

Obbligazionario

1 per mille sul ctv contratto

Iso Alpha su azioni

1 per mille sul ctv del sottostante

Fib 30

Euro 15 per contratto

Mibo 30

Euro 9 per contratto

FASCIA 3

Azionario*

1,5 per mille

fino a 50.000 Euro

Obbligazionario

0,75 per mille sul ctv contratto

Iso Alpha su azioni

0,75 per mille sul ctv del sottostante

Fib 30

Euro 10 per contratto

Mibo 30

Euro 6 per contratto

FASCIA 4

Azionario*

1 per mille

oltre i 50.000 Euro

Obbligazionario

0,5 per mille sul ctv contratto

Iso Alpha su azioni

0,5 per mille sul ctv del sottostante

Fib 30

Euro 8 per contratto

Mibo 30

Euro 5 per contratto

 

Fonte: sito web Mediosim, www.mediosim.it/home/self5.asp

 

 

La Banca di Credito Cooperativo di Brescia è, in Lombardia ,la prima del circuito cooperativo  ad utilizzare il sistema di Directa, e propone dal  20 settembre 1999 il conto "ATUTT@BORSA" che prevede una spesa di tenuta conto di 100.000 lire, senza commissioni di ingresso. Sul controvalore delle operazioni di compravendita viene addebitata la commissione del 2 per mille, senza nessun minimo e con il tetto massimo di L. 50.000 per ordine, fino al controvalore di un 1 miliardo; sull'importo eccedente verrà applicata la commissione dello 0,05 per mille. Raggiunti i 5 miliardi di lire di intermediato viene applicata la "Condizione Trader" del 1,4 per mille netto. Le stesse condizioni valgono per la Cassa Rurale di Pergine, la Cassa di Risparmio di Rimini e le Banche di Credito Cooperativo di Castenasco e di Manzano, che, avendo come partner Directa Sim, offrono le stesse commissioni, modificando eventualmente alcuni costi relativi alla tenuta del conto presso l’istituto. La Banca di Credito Cooperativo di Brescia, infatti, per ordini revocati o ineseguiti non addebita spese, così come per la nota informativa e l’estratto conto, ma solo se richiesti e visualizzati tramite Internet. Utilizzando il servizio postale, la nota costa £5.000 se inviata per ogni operazione, o £ 1.000 se spedita una volta al mese. Criterio apparentemente giustificabile se si pensa al minor lavoro richiesto ai dipendenti, ma inspiegabile quando la nota è presentata solo su richiesta del cliente, perchè vengono addebitate £ 200 per nota e £ 20.000 per spedizione. Medesima considerazione, per l’estratto conto inviato per posta: costa £ 20.000 e può essere mensile, trimestrale o annuale. In questo caso il costo è in linea con la media delle tariffe praticate dagli sportelli tradizionali, anche se decade il criterio legato alla quantità di lavoro richiesta ai dipendenti. Questi piccoli aspetti diventeranno presto importanti, quando la maggiore concorrenza, dopo aver abbassato al limite la commissione base, costringerà ad agire su questi fattori.  La Banca Popolare di Milano, oltre ad offrire commissioni al 2 per mille, richiede £. 20.000 di canone annuo, comprendente tutte le spese di tenuta conto, quelle relative ai bolli nonché gli invii di documenti al cliente. Inoltre, se in un anno si compiono più di trenta operazioni di trading, per l’anno successivo il canone sarà gratuito. Alla data attuale[28], il servizio di on line trading offerto da questo istituto è il più conveniente, considerando anche tutti i costi aggiuntivi e collaterali.  La Cassa Rurale di Pergine, invece, chiede £ 300.000 per l’attivazione del servizio, e £.300.000 per coprire i costi di tenuta del conto, alle quali bisogna aggiungere i bolli previsti per legge sui rapporti, che ammontano a circa 99.000. Non viene concesso nessun interesse per le giacenze inferiori ai 20 milioni, mentre per importi superiori viene applicato un tasso lordo del 2%.[29]   La Banca Popolare di Verona, differenzia le tariffe in base alle diverse tipologie di contratto offerte ( Tab.5.6). La  struttura tariffaria proposta dalla Banca Popolare di Verona, ricalca la divisione effettuata anche dagli altri traders, che premiano i clienti che investono maggiormente con minori costi e commissioni.

 

Tab.5.6: tariffe e commissioni della Banca popolare di Verona

Loc@l Line

Glob@l Line

Univers@l Line

Tot@l Line

Canoni

 

 

 

 

Canone mensile

0

12.500

42.000

80.000

Commissioni

 

 

 

 

Azioni e warrant

3,50 per mille

3 per mille

2,80 per mille

2,70 per mille

Obbligazioni

0,35 centesimi

0,30 centesimi

0,25 centesimi

0,20 centesimi

Premi

3,50 per mille

3 per mille

2,50 per mille

2,25 per mille

Spese

 

 

 

 

Per operazione

6.000

3.000

1.000

0

Per ineseguito

2.500

1.000

0

0

Massimale per operazione

200.000.000

200.000.000

200.000.000

200.000.000

Costi di tenuta titoli

standard

standard

0

0

 

Fonte: Banca Popolare di Verona. www.bpv.it/bpvir/trade/caratt.html

 

Tuttavia, se le commissioni vengono abbassate, il canone mensile aumenta sensibilmente per i prodotti in cui le diverse tipologie di informazioni finanziarie ottenibili aumentano per quantità e specie. E’ ovvio dedurre, che le informazioni finanziarie in tempo reale sono tuttora un argomento e un oggetto che, in Italia, costa e viene fornito a pagamento, evidenziando così un ulteriore differenza con il mercato statunitense, dove spesso queste informazioni sono offerte gratuitamente.E’ impossibile, attualmente, vista la carenza di informazioni adeguate e per la diversità delle offerte,  capire quale sia il costo del servizio per i   traders, o quanto essi speculino sull’offerta dello stesso, consapevoli che il cliente percepisce l’utilità del servizio ed è disposto a pagare  per usufruirne.

 

 

5.6  LE RELAZIONI TRA I DIVERSI CANALI DISTRIBUTIVI

 

La politica di organizzare un'offerta di prodotti bancari a tutto campo, che mette il titolare di un conto nelle condizioni di utilizzare i servizi da lui preferiti in qualsiasi situazione e in qualsiasi luogo, sia in movimento che in viaggio, si sta dimostrando decisamente vincente. Alcuni dei dilemmi che condizionano le scelte strategiche delle aziende di credito e  delle istituzioni finanziarie sono legate alla complementarità o alla concorrenza tra i canali tradizionali, nel tentativo di delineare il possibile fenomeno della cannibalizzazione, cercando di capire se può essere evitato o se bisogna assecondarlo. Attualmente la tecnologia ha messo a disposizione diversi canali, Atm , phone e internbet banking, gsm banking e in prospettiva la web tv.  Il cliente  deve poter scegliere la forma più gradita di interazione con la sua banca, ma è anche vero che il cliente va indirizzato, condotto a scegliere in funzione delle sue esigenze e di quelle della banca; e questo significa creare strategie a monte ben precise, perché una strategia multicanale non si può improvvisare: bisogna definire attraverso quali canali telematici saranno offerti i servizi, con quali modalità, se i prezzi saranno concorrenziali o allineati a quelli della filiale, ecc. E’ necessario anche delineare il target di clientela  per canale per costruire la campagna di marketing e di comunicazione. La complessità cresce a dismisura e va gestita in maniera ottimale nell'interesse di tutti. Bisogna conoscere i propri clienti per coinvolgere quelli potenziali, definire con cura i  prodotti e il target  da raggiungere creando politiche commerciali adeguate, capaci di attirare gli utenti; anche perché, inversioni di tendenza o cambi di rotta improvvisi nella strategia, possono produrre effetti boomerang decisamente sconvenienti.   Una delle strategie ritenute più efficaci negli USA è  quella della concorrenzialità tra i canali, che si sta dimostrando decisamente vincente in un paese dove le diverse strutture distributive delle banche sono spesso in competizione tra loro. L'obiettivo di chi segue l' internet banking è puntare all'ampliamento della base clienti, all'incremento dei ricavi  e alla customer satisfation, esattamente come per i colleghi dal phone banking o di altri canali. Non di rado le funzioni della banca virtuale sono gestite da società completamente autonome dalla banca madre. Charles Schwab, numero uno mondiale del trading on line, con 2,8 milioni di clienti attivi via Internet, nei primi sei mesi del '99, in pieno boom del trading, ha aperto altri 19 sportelli sul territorio, portando la rete fisica a raggiungere i 310 punti vendita. Nel giro di un anno, dal giugno '98 al giugno '99, Schwab ha aumentato il personale a tempo pieno del 20%, portandolo a 15.800 unità. Questa società è riuscita ad integrare il canale virtuale con quello fisico, partendo da una conoscenza del proprio target: ci sono clienti che delegano sempre la gestione dei propri investimenti (i delegators), altri che decidono autonomamente senza bisogno di aiuto (gli independents), altri ancora (i validators) che scelgono da sè con l'aiuto di un consulente. Ai primi Schwab propone di affidarsi a una rete di consulenti finanziari indipendenti e selezionati che gestiscono i patrimoni dei clienti in modo personalizzato affidandoli in deposito e amministrazione al broker. Ai secondi Schwab propone le negoziazioni titoli e le sottoscrizioni di fondi comuni online, magari con l'aiuto di un servizio di asset allocation e di selezione di azioni e gestori offerto gratuitamente sul website. Ai terzi la società offre l'operatività via telefono e Internet con l'assistenza dei suoi sportellisti, che sono tutti a stipendio fisso per non creare situazioni di conflitto di interessi con i clienti. In realtà, l'offerta di Schwab è un processo continuo di adattamento flessibile alle esigenze di qualsiasi categoria di clienti. A tutti, Schwab offre, oltre a più di mille fondi comuni di terze società, i propri Schwabfunds, rigorosamente indicizzati e a costi bassissimi, con cui costruire il cuore del portafoglio personale. Nonostante il boom del trading on line, Schwab ritiene necessario un primo contatto fisico con i clienti, tant'è che nel '98 il 50% della raccolta è stata effettuata nelle filiali. Queste ultime, e qui sta il nodo dell'integrazione, insegnano ai clienti l'utilizzo del web. Internet e i phone channels nel '98 hanno fatto risparmiare alla società il lavoro di quattro call center e di 1.500 persone, permettendo così al personale di concentrarsi sulle attività a più alto valore aggiunto come la consulenza ai clienti.  Schwab, inoltre, non lesina le spese necessarie ad ampliare il business: nel primo semestre dell'anno, la  bolletta del telefono  ammontava a 136 milioni di dollari (pari al 7% dei ricavi) e ha investito 107 milioni di dollari in pubblicità (pari al 5,5% dei ricavi).  La politica delle banche europee è meno orientata alla competizione; generalmente bisogna evitare la concorrenza tra i canali distributivi perché il cliente riconosce come punto di forza il marchio e questo lo autorizza a pensare ad una moltitudine di collegamenti tra un canale e l'altro. Per evitare la concorrenza interna si pensa di incentivare l'integrazione dei canali, con premi al  personale che favorisce l'interscambio di  informazioni. Deutsche bank, invece, ha fatto registrare un inversione di tendenza a favore della complementarità dei canali. Creando la tedesca Banca 24, dopo una fase di presenza sul mercato in forma autonoma, con un'offerta limitata e poi migliorata con ingenti investimenti in marketing e comunicazione è stata riassorbita dalla casa madre, con la motivazione di consentire alla clientela un utilizzo senza limiti dei diversi canali, con   una varietà di offerta maggiore, senza trascurare il risparmio di energie e di costi per il gruppo bancario. Il trading on line, come servizio di virtual banking sta muovendo i primi passi in Italia con una logica che sembra andare verso la complementarità tra i canali. L'impressione è che la maggior parte delle banche non abbia ancora definito con chiarezza una politica multicanale coerente, sotto il profilo strategico, del marketing e della comunicazione. L'Anasf, l'Associazione di rappresentanza dei promotori,  ritiene che questo fenomeno non rappresenti un pericolo ma, al contrario, un'opportunità per chi opera nell'industria finanziaria. Non si può  frenare il progresso e la tecnologia per ragioni protezionistiche e corporative.  Innanzitutto, la crescente influenza della finanza on line determinerà una progressiva differenziazione tra servizi finanziari facilmente disponibili a tutti attraverso la rete, venduti senza particolari formalità e con basse commissioni, e servizi ad alto valore aggiunto ed a maggior contenuto di consulenza che continueranno ad essere collocati tramite i promotori o i canali tradizionali. Tuttavia il maggiore impatto sarà determinato dall'evoluzione della cultura finanziaria dei risparmiatori.  Se negli ultimi anni  il risparmio gestito si era progressivamente affermato, attirando risparmiatori che in precedenza gestivano autonomamente i propri investimenti, Internet rappresenta una sorta di ritorno alla gestione personale, mettendo il pubblico degli investitori ad immediato contatto con una offerta globale di prodotti e servizi finanziari, che possono essere agevolmente comprati e venduti con il solo ausilio del computer domestico e dell'abbonamento alla rete.  Un nuovo ruolo, che potrebbe essere ricoperto dagli istituti tradizionali, è legato all'attività di consulenza non più limitata al proprio catalogo di prodotti finanziari, avviandosi a divenire consulenti finanziari “indipendenti” sulla scia di quanto è già accaduto in mercati finanziari più evoluti del nostro (Inghilterra).

 

 

5.7  LA VALUTAZIONE DEI TRADERS

 

La valutazione degli intermediari del trading on line, fenomeno così recente e  senza precedenti di riferimento, è difficile. Molti sono i criteri per i quali si può considerare se un operatore on line sia in grado di gestire la propria clientela nel rispetto dei principi fissati dal recente testo unico della finanza. Si tratta di un intermediario che, agli occhi del navigatore della rete,  esiste solo nel mondo virtuale: non c'è alcun rapporto fisico con la società, in quanto il potenziale cliente scarica dal sito della stessa il contratto, e una volta aderito al servizio, invia il contratto firmato con una copia di un documento d’identità, e i soldi tramite bonifico bancario alla società stessa. Alcuni istituti fanno eccezione, obbligando i  propri clienti a firmare il contratto di persona, presso una sede della società. Tuttavia, per verificare se una sim sia legittimata a offrire servizi di negoziazione, ci si può collegare al sito Internet della Consob e  ricercare l'iscrizione della società nell'albo delle sim. La stessa Consob ha costituito un ufficio relazioni con il pubblico presso cui chiedere ulteriori chiarimenti. Ogni persona può comunque porre attenzione ad alcuni fattori, per accertare se una società sia affidabile ed efficiente. Durante la fase di stampa e lettura del modulo di adesione, occorre leggere le norme contrattuali che regoleranno il rapporto tra gli investitori e la sim. Ovviamente, tali norme si ispirano ai modelli utilizzati dalle società di intermediazione mobiliare in generale. Grande attenzione va però dedicata alla responsabilità diretta degli investitori. L'importante è che le norme in oggetto non esentino la banca o la  sim da qualsiasi responsabilità per danni subiti dal cliente per tutte le cause non direttamente attribuibili a quest'ultimo, come per esempio la mancata esecuzione di un ordine dovuto al surriscaldamento delle linee che connettono l'intermediario al provider. Per E-cortal[30] e Banca Sella[31] i servizi a distanza possono essere interrotti per esigenze di controllo, manutenzione, sovraccarico o forza maggiore indipendente dalla volontà della banca; e in nessun caso la società può essere ritenuta responsabile dei pregiudizi diretti o indiretti derivanti al cliente in conseguenza degli eventi citati. Mediosim, invece, si ritiene responsabile dei danni di natura contrattuale che costituiscono conseguenza immediata dei propri comportamenti determinati da dolo, con espressa esclusione pertanto di ogni danno indiretto o cagionato in assenza di dolo[32]. La sim non è responsabile dei danni che siano conseguenza di fatti dolosi o di terzi della cui opera essa si avvale nell'adempimento delle prestazioni[33]. Nel caso si verifichino interruzione o anomalie sulle apparecchiature della sim, la stessa avrà l'esclusivo obbligo di attivarsi velocemente per eliminare le cause[34]. Fineco, è l'unica società che non riporta nulla di specifico in proposito. Il recesso dell'investitore nei confronti dell'intermediario deve essere possibile in qualsiasi momento, senza essere sottoposto ad alcuna condizione o termine, salvo eventuali inadempimenti contrattuali dello stesso cliente. Recedere dal contratto di adesione del servizio di on line trading non deve richiedere alcuna penalità. È molto importante conoscere i termini richiesti per il preavviso da dare al intermediario e il tempo che passa dalla conoscenza, da parte di quest'ultimo, della comunicazione di recesso e quello dell'esecuzione del bonifico sul conto indicato dal cliente. (Tab. 5.7)   Il contratto di E-cortal  prevede, all'articolo n° 9, che il cliente può recedere quando lo desidera, previo invio di una lettera raccomandata a/r. La medesima lettera è richiesta da Mediosim, Directa e Fineco, ma con un preavviso di almeno 30 giorni per la prima e 15 giorni per le altre società[35]. Banca Sella, considera il contratto a tempo indeterminato e ciascuna parte può recedervi con preavviso scritto, di almeno un giorno.

 

Tab.5.7:  durata e rescissione del contratto di trading on line

TRADER

DURATA

PENALITA’

RESCISSIONE

Directa

Indeterminata

nessuna

Secondo volontà del cliente

Fineco

Indeterminata

nessuna

Secondo volontà del cliente

E-Cortal

Indeterminata

non menzionate

Secondo volontà del cliente

Banca Sella

Indeterminata

non menzionate

Secondo volontà del cliente

Mediosim

Indeterminata

non menzionate

Secondo volontà del cliente

B.C.C. di Brescia

Indeterminata

non menzionate

Secondo volontà del cliente

B. P. di Verona

Indeterminata

non menzionate

Secondo volontà del cliente

Fonte: Elaborazione personale

 

Inoltre l'intermediario dovrebbe garantire un tempo massimo di esecuzione degli ordini, tenendo conto di componenti esterni, come per esempio l'eccessivo affollamento della rete di Internet e il surriscaldamento delle linee del provider. Questo aspetto non è trattato in nessun contratto di qualsiasi operatore, nonostante, nei propri siti o nella pubblicità, molti evidenzino la rapidità del proprio servizio. Cortal invece, mette in evidenza che: “ Non sarà inoltre responsabile dei ritardi derivanti da carenze, cadute o sovraccarichi della rete tali da compromettere o impedire l'esecuzione delle consulenze o delle operazioni, o dei danni provocati da interferenze illegali di terzi o di "virus informatici"”. Occorre poi una garanzia del servizio on line o la presenza di un help desk sia per i problemi di natura tecnica come il malfunzionamento del software, sia per quelli di natura operativa. Infine il conto deve includere sempre tutte le operazioni eseguite. Altri elementi da valutare sono:

1. Le commissioni e i costi nascosti.( spese  di entrata o spese annuali per il dossier titoli aperto presso la banca). Bisogna considerare tutte le spese applicate alle singole operazioni. Gli intermediari sono obbligati a pubblicare queste condizioni all'interno delle loro pagine web.

2. Accesso alle informazioni. Integrata al servizio dovrebbe esserci la presenza di fonti informative specializzate in finanza ed economia; questi strumenti di ricerca devono essere di qualità elevata, per evitare ogni blak-out di notizie e analisi necessarie per poter compiere delle scelte oculate.

    Nessuna società offre questi servizi in modo totalmente gratuito; come si vedrà in seguito in questa trattazione, al cliente vengono richiesti contributi aggiuntivi, oppure egli deve sottoscrivere un’ulteriore contratto con la società fornitrice delle informazioni finanziarie.

3. Il controvalore massimo per la commissione minima deve essere indicato. (Fig.5.8)

 

Fig. 5.8: controvalore massimo per la commissione applicabile

TRADER

COMMISSIONE

Directa

  90.000  lire

Fineco

  49 Euro  ( 95.000)

E-Cortal

  18.09 Euro  (35.000)

Banca P. di Milano

  10.000 lire

Sella

  non è prevista

Mediosim

  60 Euro  ( 116.000)

Banca P. di Verona

  15.000

Fonte: elaborazione personale

 Dalla tabella si nota che l’offerta è molto eterogenea, con alcuni istituti che chiedono cifre praticamente irrisorie e altri che superano le 100.000 lire; tuttavia la maggioranza, comprendendo anche gli altri istituti che per la loro offerta si appoggiano a Directa, richiede una commissione minima di 90.000 lire.

4. Agevole  navigazione del sito.

5. Commissioni per telefono. In caso di improvviso collasso del canale Internet, le tariffe    dovrebbero essere le stesse applicate all' on line trading.( tab5.9). Le tariffe di E-Cortal prevedono che per ordini entro i 5.000 Euro bisogna corrisponderne alla società 57.29,  tra i 5.000 e i 10.000 Euro la commissione diventa del 1.15%, riducendosi allo 0.84% se l’intermediato è minore di 100.000 Euro, o al 0.12% se superiore. Mediosim, invece, offre questo servizio solo per i sottoscrittori del contratto “selfin@ffari”. La Banca Popolare di Brescia, invece, consiglia di sottoscrivere abbonamenti con diversi providers, per assicurarsi la possibilità di connettersi al servizio.

Tab.5.9: commissioni telefoniche per il trading on line

TRADER

DISPONIBILITA’ SERVIZIO

COSTI

Directa

no

 

Fineco

si

nessuna variazione

E-Cortal

si

tariffe maggiori e scaglionate

Banca Sella

si

nessuna variazione

Mediosim

si, ma solo per  “selfin@ffari”

nessuna variazione

Banca P. di Milano

non attivato

 

Banca P. di Verona

non attivato

nessuna variazione

B.C.C.di Brescia

no

 

 

Fonte. Elaborazione personale

 

6.  Facoltà di personalizzare il conto.

7.  Prontezza e utilità dell'help desk telefonico e dell'e-mail.

Dall'analisi dei contratti, però, risulta che nessuno degli operatori eccelle su tutti questi aspetti, e i contratti si differenziano notevolmente, come risulta da una lettura degli stessi; tra le particolarità, possiamo citare che Cortal è tenuta ad un solo obbligo di mezzi, e non è responsabile, in caso di pregiudizio diretto o indiretto, dall'utilizzo delle informazioni finanziarie o dai mezzi telematici; il contratto è sottoposto al diritto francese[36]. Nel contratto Mediosim si nota che in caso di blocco dei sistemi tecnici[37], il cliente è autorizzato a far pervenire gli ordini telefonicamente presso la centrale operativa. La durata della licenza d'uso del software è di un anno, e si intende tacitamente rinnovata di anno in anno, se non sarà data disdetta almeno 30 giorni  prima tramite lettera raccomandata a/r[38]. Nel caso di gravi problemi tecnici che impediscano la fornitura del servizio, la sim ha la facoltà di sospendere temporaneamente, per il tempo necessario, il servizio. In nessun caso il cliente può sospendere o annullare il pagamento dei corrispettivi a causa dell'interruzione dei servizi[39]. La sim non risponde di eventuali danni derivanti da difetti nel software, impegnandosi soltanto nell' eliminazione[40].   Il contratto di Fineco, è l'unico dove si legge espressamente che al cliente saranno addebitati le commissioni e le spese pagate dalla sim ad altri intermediari di cui la stessa si è avvalsa[41]. Inoltre il cliente dovrà pagare eventuali imposte, tasse, spese postali e quelle sostenute per la partecipazione della sim ad assemblee autorizzate dal cliente[42]. Nel caso la sim voglia modificare l'entità delle commissioni convenute, deve darne comunicazione al cliente mediante lettera raccomandata senza preavviso se ci sia un giustificato motivo, o con un preavviso non inferiore ai 15 giorni in caso contrario. Il cliente ha comunque la facoltà di recedere dal contratto[43]. Complessivamente, si è ancora lontani dalla standardizzazione del servizio, soprattutto per quelle parti del contratto che riguardano gli aspetti più legati al mondo virtuale e alla telematica.  Una ricerca condotta dalla società Jupiter Communications ha però rilevato che il settore dei servizi finanziari è ancora carente dal punto di vista dell'assistenza ai clienti, dimostrando che meno del 40% dei siti web del settore rispondono alle e-mail dei clienti entro un giorno.

 

 

 5.8  COMPARAZIONE DEI SITI: OPERATORI A CONFRONTO

 

Nel tentare di ordinare il materiale raccolto per questa ricerca, stilando una classifica dei traders operanti in Italia, la mancanza pressochè assoluta di bibliografia relativa a questi argomenti ha creato qualche difficoltà. La situazione è dovuta alla novità degli argomenti trattati e alla rapidità dei cambiamenti in atto nel settore. La catalogazione ha riguardato i siti bancari dei traders presenti sul web e raggiungibili al momento della compilazione, ed è chiaro che la materia trattata ha per sua natura una evoluzione veloce. In tal senso le informazioni contenute in questo capitolo sono destinate a diventare obsolete in breve tempo. Nella mia ricerca[44] ho cercato di catalogare le informazioni raccolte tenendo presente aspetti che ritengo necessari per qualsiasi banca virtuale, come spiegato nel capitolo quattro, ma soprattutto per gli operatori di trading on line, rifacendomi al paragrafo precedente:

        Struttura della banca: organigramma, struttura societaria, organizzazione interna, bilanci e dati patrimoniali, organizzazione territoriale sia in Italia che all'estero. La struttura aziendale  viene riportata da sei siti su undici visionati, e per  due di essi[45], l’organigramma si riduce a un disegno senza ulteriori commenti.  I bilanci dovrebbero dare alla persona poco esperta un'idea dello stato di salute dell'istituto di credito. Solo due siti[46], offrono la visione dell'ultimo bilancio corredato di tutte le relazioni previste dalla legge (consiglio di amministrazione e collegio sindacale), altri quattro mostrano solamente le parti più importanti, mentre cinque siti non prevedono questa funzione.

        Presenza della lingua inglese, o, possibilità di scelta della lingua. E-Cortal propone quattro lingue, dal momento che è un trader di carattere internazionale, mentre la Cassa R. di Bolzano si propone in inglese, italiano e tedesco, per evidenziare l’aspetto di banca attenta alle realtà locali, presentando la scelta della lingua non come un optional, ma come necessaria per continuare la navigazione del sito. Altri sette operatori non prevedono questo servizio, dimostrando ancora, il disinteresse  o l’ignoranza per le implicazioni della “finanza virtuale”.

        Presenza della possibilità  di caricamento solo testo. Questa funzione, tipicamente americana, non è presente in nessun sito visitato, dimostrando la scarsa attenzione nella realizzazione delle pagine web, dovuta forse alla scarsa conoscenza e sviluppo di politiche di marketing e customer satisfation specifiche per questo canale.

        Velocità di accesso e facilità di negoziazione. Tranne per Mediosim e E-Cortal, risultate molto veloci, e per la Banca di Bolzano, apparsa come la più lenta, per tutti gli altri la velocità ottiene una votazione discreta, che varia da pagina a pagina in funzione della quantità di icone o immagini presenti.

        Descrizione dei prodotti e servizi[47]. I risultati migliori li ottengono Mediosim, BMP, Banca Sella e Cassa R. di Pergine, con presentazioni veramente complete, talvolta con esempi paricolareggiati, E-Cortal e Fineco che presentano semplici brochure elettroniche, e JD.Farrods, che però, attualmente non ha ancora attivato un vero servizio di trading on line, e intenderebbe proporsi ad istituti e privati  nel ruolo di advisor.

        Informazioni sui sistemi a tutela della sicurezza. Solo la Banca di Brescia non tratta l’argomento, il resto del campione presenta, sempre in modo semplice, qualche informazione, soprattutto nella sezione “domande frequenti” o faq ( frequently asked questions).

        Posta elettronica. L’interattività con la clientela per richieste d’appuntamento, comunicazioni con moduli strutturati o come sportello reclami, e presente in tutti i siti. Le possibilità offerte da questo servizio sono enormi perchè  è in questo campo che si possono sfruttare al meglio le possibilità di uno scambio interattivo fra banca e cliente. L’ e-mail dovrebbe essere sempre visibile, non solo nella home page. Tuttavia, mentre per la maggioranza dei siti, è possibile spedire e-mail da qualsiasi pagina ci si trovi, per Fineco lo si può fare solo dalla home page ed E-Cortal prevede una apposita pagina con un form da compilare.

        Possibilità di personalizzare la pagina. Questa opportunità non è ancora offerta da nessuno. Probabilmente quando la concorrenza aumenterà, è non saranno possibili o convenienti riduzioni tariffarie, anche questi optional diverranno leve competitive.

        Servizi on-line: Tutti i trader offrono informazioni su cambi e borsa, (tab.5.10), notiziari periodici finanziari e non, e glossari finanziari; appoggiandosi a società specializzate, quali Il Sole24 Ore o Milano Finanza.

 

 Tab. 5.10: le fonti informative utilizzate dai traders

TRADER

PARTNER  INFORMATIVI

Directa

 Traderlink; Skydata  

Banca P. di Verona

 Milano Finanza- Tenfore

Fineco

 Il Sole 24 ore- Radiocorr; Reuters Internationals

E-Cortal

 partner non specificati

Banca Sella

 Divisione interna:  Sella Asset Management.

Mediosim

 Il Sole 24 ore- Radiocorr

Banca P. di Milano

 Il Sole 24 ore- Radiocorr, Banca Akros, Bipiemme Gestioni

C: R. di Pergine

 Traderlink

B.C.C. di Brescia

 Traderlink

       Fonte: Elaborazione personale

Fineco si è attivata tardivamente, scegliendosi per partner Radiocor, Reuter, Lheman e Intermobiliare Securities. Mediosim vincola questo servizio alla sottoscrizione di un particolare contratto[48]. Anche per Banca Sella, l’adesione al servizio informativo “Meteo borsa” è opzionale rispetto al contratto di trading e bisogna sottoscriverne un’altro con la divisione “Sella Asset mamagement”.

        Presenza di una demo esplicativa. La presenza di un demo del servizio che dia un'idea chiara dei vantaggi e della cura riposta dalla banca nel portare il grado di sicurezza al livello più alto possibile, è indispensabile. JDFarrods e Cassa R. di Bolzano non prevedono demo, mentre quella di E-Cortal non è ancora attiva. I nove istituti rimanenti offrono questo servizio, anche se quello di Mediosim è valutabile come una semplice serie di esempi. La demo meglio costruita, a parere di chi scrive, è quella della Banca Popolare di Verona[49].

        Costi e commissioni. Ovviamente questi dati sono presenti in tutti i siti, e raggiungono il maggior livello di dettaglio e chiarezza nelle pagine di Fineco, E-Cortal e Directa; tuttavia come dimostrato nei paragrafi precedenti, esistono notevoli diversità nelle tariffe ma anche nella strutturazione delle medesime.

        Possibilità di help  on line. E’ una funzione offerta solo da tre traders, Banca Sella l’attiva solo per problemi di connessione, Mediosim la utilizza come servizio assistenza per il suo software e quella di E-Cortal non è ancora disponibile[50]. La Banca Popolare di Verona offre, invece,  un servizio di Help desk telefonico tramite un numero verde.

        Modalità di ottenimento del contratto. Anche in questo caso emergono differenze rispetto alla realtà statunitense. Banca popolare di Verona richiede di recarsi presso i propri sportelli, E-Cortal lo invia tramite posta,  Fineco offre due possibilità: andare presso una filiale o effettuare un download dal sito. Quest’ultima modalità è praticata da tutti gli altri, anche se poi, la riconsegna va effettuata  di persona presso qualche sportello o inviata tramite posta.

La capacità di mettere in evidenza questo tipo di servizi è utile per centrare gli obiettivi di redditività, dando per scontato che il visitatore del sito sia già un cliente evoluto e interessato a questo prodotto bancario.

 

 5.9 ALCUNI SITI RAPPRESENTATIVI

E-cortal, una società  nata dal gruppo BNP –Paribas, possiede un unico sito,[51] per i diversi paesi europei in cui opera.  Lo stile della Home page è semplice, riporta una scritta introduttiva[52] e  le bandiere di Italia, Francia, Inghilterra ,Germania e Spagna. Posizionandosi su una bandiera, i testi  e la scritta di benvenuto cambiano nelle rispettive lingue.  Per accedere al sito, bisogna scegliere il proprio paese di residenza fiscale. Nella prima pagina “italiana” la grafica è semplice ed essenziale, e la navigazione veloce. Questa è una caratteristica dell’intero sito: pochi links, grafica bella ma funzionale ed essenziale. Tramite  piccole icone, sono rappresentati dieci links, due dei quali, world stok shop e “modi per contattarci” sono riportati anche lateralmente, per favorire un accesso immediato. Le altre icone, relative alla demo, a come contattare la società, ai prodotti, alla mappa del sito, non sono ancora collegate con le relative pagine. Il servizio "The World Stocks Shop", consente di seguire in diretta le quotazioni degli indici delle 9 maggiori Borse mondiali, con tabelle dei titoli e grafici che riepilogano l'andamento delle quotazioni, di trasmettere ordini istantaneamente su ognuna di queste Borse, di  accedere al proprio conto on-line. Per fornire informazioni complete e pertinenti, Cortal ha scelto  partner locali per ogni Paese. Si può  pertanto accedere alle informazioni raccolte da ogni équipe nella lingua di origine. La pagina collega ad un’altra, con una breve descrizione della banca, qualche generica avvertenza sulla tipologia e i rischi del trading on line, le configurazioni hardware e software necessarie per navigare nel sito ed operare, e note sui sistemi di sicurezza utilizzati dalla società. La pagina dei contatti,  permette di chiedere informazioni sugli investimenti e i servizi offerti dal trader. Si può richiedere la documentazione completa per posta oppure tramite numero verde o due indirizi e-mail, uno per i clienti e uno per i visitatori del sito. Le tariffe applicate, sono espresse in Euro, come si conviene a una società paneuropea, indicate al netto e al lordo dell’ IVA, sono raggruppate in forma tabellare di facile ed immediata consultazione. Banca Sella ha una home page che si presenta ricca di immagini e iscrizioni. Dominati dal logo di questo gruppo bancario, sono presenti link a tutte le sezioni del sito, da quelli divertenti come “gioca al bar sport”, a quelli che consentono l’accesso a tutti di servizi di e-commerce, borsa , trading, e home banking. Tuttavia, molti di essi sono ridondanti, anche se appaiono formalmente diversi.  Il sito della Cassa Rurale di Bolzano è imponente, accanto a un gigantesco stemma della banca, appaiono tre pulsanti per accedere al sito nelle lingue parlate nella regione, italiano e tedesco, più l’inglese. Il resto del sito è semplice, a caratteri grandi, con icone colorate e di sicuro impatto visivo, tuttavia il caricamento sembra non risentirne, tranne all’inizio quando viene anche caricato un brano di musica classica che accompagnerà l’utente per tutta la navigazione del sito.  La Banca di Credito Coperativo di Brescia ha creato un  sito dalla grafica semplice, ma con colori ad alto impatto visivo e ben strutturato. Si notano subito il grande link per il trading on line , il cui servizio si chiama  @tuttoborsa, e la barra di navigazione , posta in fondo alla pagina. Altri link riguardano prodotti e servizi, novità, help on line, notizie sull’ Euro e sulla società. Interessante è il tasto indice che collega ad una pagina, l’indice appunto, dove appaiono tutti i collegamenti dell’intero sito, e la nota che informa quand’è avvenuto l’ultimo aggiornamento del sito,  notizia interessante per chi si collega spesso alla banca. Il collegamento al servizio di trading è immediato, e consente  di visionare la demo, uguale a quella di Directa, (infatti si collega al suo sito), di sottoscrivere il contratto on line, di visionare i costi e le commissioni oltre, naturalmente per gli abbonati, di accedere al servizio.   Il sito della Banca Popolare di Verona  ispira semplicità e ordine. Lo sfondo è bianco, con trasparenze che richiamano il logo della banca e quello del servizio Bpweb. Nella fascia superiore della pagina  sono posizionati i pulsanti per muoversi nell’intero sito: oltre a notizie sulla banca, la sua storia, l’ Euro, la possibilità di visualizzare il sito in lingua inglese e di contattare le filiali, vengono presentati i servizi divisi per canale ( bpvoice, bpweb e bpvideo ) e per tipologia di clientela (privati e imprese). Per ogni pagina selezionata, sul lato sinistro appare un piccolo indice ipertestuale che consente di  visualizzare tutte le sotto sezioni. Il servizio di trading on line è chiamato: Tr@de On Line, e si avvale della partnership di Milano Finanza Tenfore per fornire agli investitori un sistema informativo di assoluto rilievo e valore. Il servizio consente di ottenere tutte le informazioni più aggiornate sui trend delle azioni, degli indici, dei valori ed il fondamentale contributo dell’agenzia di stampa PMF News , un’agenzia totalmente dedicata ai temi economico-finanziari, per seguire e comprendere in tempo reale tanto le variazioni dei fondamentali degli scenari economici quanto i semplici “rumors” di Borsa. Tr@de On Line è accessibile 24 ore su 24 e assicura l’immediato inoltro delle operazioni lanciate a mercati chiusi non appena avviata l’attività giornaliera della Borsa. Per attivarlo bisogna sottoscrivere il relativo contratto, ottenibile presso qualsiasi filiale, e non scaricabile on line dal sito. Il servizio di trading viene proposto in quattro versioni, consentendo di selezionare quella più adatta alle proprie esigenze: Local Line, Global line, Universal line e Total line.(Fig. 5.11)

 

Fig.5.11: tabella comparativa dei diversi contratti di trading della Banca P. di Verona

Loc@l Line

Glob@l Line

Univers@l Line

Tot@l Line

Quotazioni relative a diritti, FIB30, obbligazioni, obbl. convertibili, opzioni (Isoalfa e MIBO), mercato ristretto, premi, titoli azionari, Titoli di Stato, warrant e cambi, ritardate di 15 minuti

Quotazioni relative a diritti, FIB30, obbligazioni, obbligazioni convertibili, opzioni (Isoalfa e MIBO), mercato ristretto, premi, titoli azionari, Titoli di Stato, warrant e cambi, in tempo reale

Quotazioni relative a diritti, FIB30, obbligazioni, obbligazioni convertibili, opzioni (Isoalfa e MIBO), mercato ristretto, premi, titoli azionari, Titoli di Stato, warrant e cambi, in tempo reale

Quotazioni relative a diritti, FIB30, obbligazioni, obbligazioni convertibili, opzioni (Isoalfa e MIBO), mercato ristretto, premi, titoli azionari, Titoli di Stato, warrant e cambi, in tempo reale

Newsletter finanziaria

Newsletter finanziaria

Newsletter finanziaria

Newsletter finanziaria

 

Quotazioni ritardate delle principali Borse di Parigi, Londra e New York (NYSE e NASDAQ)

Quotazioni ritardate delle principali Borse di Parigi, Londra e New York (NYSE e NASDAQ)

Quotazioni ritardate delle principali Borse di Parigi, Londra e New York (NYSE e NASDAQ)

 

 

Notizie dell’agenzia di stampa PMF News

Notizie dell’agenzia di stampa PMF News

 

 

Grafici intraday su indici

Grafici intraday su indici e titoli azionari italiani

 

 

 

Profondità di mercato con le 5 migliori quotazioni lettera e denaro (book).

 

 

 

Quotazioni storiche e grafici

 

 

 

Quotazioni fondi comuni

 

Fonte: Banca popolare di Verona. www.bpv.it/bpvir/trade/caratt.html

 

Tutte le versioni sono caratterizzate da sofisticati servizi informativi, che  consentono di effettuare sempre le scelte di investimento con la maggior competenza e professionalità; infatti Tr@de On Line  presenta per ogni singolo titolo una scheda tecnica con il dettaglio degli indicatori più significativi. In relazione alla configurazione prescelta, la banca fornisce anche le quotazioni in tempo reale, tranne che per “loc@l Line”, dove vengono erogate con 15 minuti di ritardo; offre news dell’agenzia di stampa in real time, con link ipertestuali per un’immediata connessione alla sezione dispositiva. Il servizio sembrerebbe di notevole spessore, soprattutto per gli strumenti informativi messi a disposizione. Questa Banca ha scelto delle partnership non tecnologiche ma informative, differenziandosi da altri istituti che hanno iniziato ad operare precedentemente. Questa opzione può essere spiegata con l’attuale “semplicità” ed economicità delle tecnologie necessarie allo scopo, o in virtù di un preciso piano strategico, che ha individuato nella completezza delle “informazioni  collaterali” una via per il successo.

 

 

 



[1] Jan Jaben, Edi, di più.. più in fretta, S.I.A.M. n° 3 agosto 1989

[2] informazione riportata in “Do it your news”-Finanza- del 5 ottobre 1999.

[3] dati a luglio 1999

[4] Ha attivato il servizio il 24 novembre 1999, chiamandolo we@bank

[5] Per il "multibrowser" sarebbe la prima volta che Microsoft  si preoccupa della concorrenza. Chiaramente i controlli saranno del tipo ActiveX, che nel migliore dei casi in Netscape non verrannno visualizzati

[6] un centro servizi ad azionariato bancario che sviluppa in proprio e garantisce i sistemi di back-office finanziario per oltre 70 Istituti di Credito italiani.

[7] Dati riportati in:  E.S., Italia, corsa al ribasso e accesso a nuove piazze, Il Sole 24 Ore, 5 ago 99. Tuttavia queste stime si basano su dati che sono il doppio di quelli  provati oggi.

[8] dati riportati in: E. S.,  Italia, corsa al ribasso e accesso a nuove piazze, Il Sole 24 Ore, 5 ago 99

[9] Maria T. Cometto, Gli affari? Li faccio on line, Inchiesta del Corriere della Sera, 19 luglio 1999

[10] Cassa di Risparmio di Firenze, Banco di Desio, Cassa Rurale di Bolzano e Antonveneta. 

[11] Gioco ideato dal Sig. Porcellana Silvio, e contava oltre 710 iscrizioni nel primo mese di apertura. L’indirizzo web è www.fantastock.com/

[12] Per ogni titolo è fissata una quantità minima di 100 unità, non sarà possibile effettuare transazioni per unità inferiori o non multipli della stessa.

[13] www.ilsole24ore.it/_finanzaemercati/trading/usa.htm

 [14] riportate in: Laura La Posta, Sorpresa il trading frena, Il Sole 24 ore, 5 agosto 99

[15] società che  monitora 16mila operatori finanziari Usa.

[16] In media $ 240 per lo stesso numero di azioni trattate. Fonte: Dainesi e., Orso o Toro? Grazie, io sono uno squalo, Web Marketing Tools, www.wmtools.com/nb/approfondimenti/01_03.htm

[17] Schwab applica commissioni di $29.95, Ameritrade di $ 8, Datek di $ 9.99 Dij di $ 20, Suretrade di $ 7.95 , e Accutrade commissioni a partire da  $ 29.95

[18]Michele Calcaterra A Parigi boom nel 2000, Il Sole 24 Ore,6 agosto 1999

[19] dati a ottobre 1999

[20] Sono considerate le tariffe praticate per il mercato azionario nazionale, senza la commissione massima per l’importo minimo e solo per gli ordini inoltrati via Internet. Questi ulteriori aspetti saranno analizzati in altre parti della trattazione.

[21] www.directa.it/chisiamo/bilancio

[22] a partire dal 1° novembre 1999, prima di questa data  la commissione era di 2.75 

[23] Prima delle nuove tariffe, applicate dal 1° novembre 1999, il tetto massimo era di 49 Euro, pari a £. 95.000

[24] i calcoli sono effettuati con le tariffe in vigore a settembre 1999

[25] la documentazione dettagliata è contenuta nel paragrafo 5.5

[26] rispettivamente del 0.0033%, 0.50% e del 0.85%

[27] Questa percentuale veniva reclamizzata  come Lire 3500 per ogni milione di controvalore. Probabilmente, poi, per adeguarsi agli altri traders, ha trasformato la sua cifra in forma percentuale.

[28] 26 novembre 1999

[29] Alla data di luglio 1999

[30] Articolo n° 1.2 e 4.1.4 del contratto

[31] Articolo n° 6 del contratto

[32] Articolo n° 5.1 del contratto

[33] Articolo n° 5.2 del contratto

[34] Articolo n° 5.3 del contratto Fineco e articolo n°4.2 del contratto Directa

[35] Articolo n° 19.1 del contratto Mediosim e  art. n°17.1 del contratto Fineco

[36] Articolo n° 1.2 del contratto

[37] Articolo n° 2.5 del contratto

[38] Articolo n°4.1 del contratto

[39] Articolo n°5.7 del contratto

[40] Articolo n°5.8 del contratto

[41] articolo n°13.2 del contratto

[42] articolo n° 13.4 del contratto

[43] articolo n° 13.4 del contratto

[44] Sono state monitorati i trader presenti: Directa, Fineco, Mediosim , E-cortal, J.D. Farrods, Banca sella, Cassa R. di Pergine, Banca di C.C. di Brescia, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare di Verona e Cassa R. di Bolzano.

[45] E-Cortal e  Fineco.

[46] Directa e Banca di C.C. di Brescia

[47] segmentazione clientela, conti correnti, area finanziamento, area gestione del risparmio, fogli informativi analitici a disposizione del pubblico

[48] “selfin@ffari”, praticamente la somma di sue contratti, uno con Mediosim e il secondo con Il Sole 24 ore

[49] le demo sono analizzate nel capitolo seguente.

[50] al 28 ottobre 1999

[51] Reperibile all’ indirizzo: www.e-cortal.com

[52] E-cortal, il primo servizio paneuropeo d'investimento on-line,  dà accesso a 9 Borse internazionali ed ad una selezione di fondi d'investimento amministrati dai più importanti gestori mondiali.